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Campania – Regionali, il PD cerca la quadra, meno problemi per il centrodestra

Ancora pochi giorni e con il deposito delle liste e delle candidature per le elezioni regionali della Campania – tra venerdì e sabato prossimi – e con le conseguenti ratifiche di legittimità  degli uffici elettorali per le documentazioni presentate, i giochi saranno conclusi ufficialmente; giochi in linea di massima definiti nell’ambito del Partito democratico, fulcro della coalizione delle “civiche” di centro-sinistra, a sostegno dell’elezione di conferma di Vincenzo De Luca per la presidenza dell’Ente di palazzo Santa Lucia.

A bloccare la chiusura della partita resta ancora l’eccessivo numero delle liste della coalizione, addirittura diciassette, in larga parte di matrice “civica”. Il percorso ch’era stato prospettato le scorse settimane per l’accorpamento per quelle che possono proporre affinità di proposta e di rappresentanza, è stato semplicemente enunciato, ma senza alcun seguito pratico. E la polverizzazione del consenso per quella che si propone come la corazzata catalizzatrice del consenso maggioritario per il voto di settembre, è un rischio che le dirigenze regionali e nazionali del Partito democratico non vogliono correre affatto.

Ma i nodi vanno sciolti al massimo entro mercoledì. Intanto, quella ch’era stato presentato come patto elettorale tra Prospettiva popolare, il progetto politico lanciato dall’ex-presidente del Consiglio, Ciriaco De Mita, e Italia viva, guidata da Matteo Renzi, s’è rivelato privo di consistenza. Immaginato, come fatto di novità nella coalizione di centro-sinistra, il patto è stato nettamente smentito da De Mita nell’intervista pubblicata nell’odierna giornata dal Corriere della Sera, anche se l’ex-presidente del Consiglio dei ministri l’aveva già smentito nel Forum della politica, svoltosi a Baiano, giovedì scorso, marcando le diversità di storia e di idealità tra il Popolarismo, matrice della Dc e di Prospettiva popolare, da quelle rappresentate da Italia viva.

Per la coalizione di centro-destra, che sostiene la candidatura alla presidenza per Stefano Caldoro, situazione di relativa tranquillità nella scelta delle candidature in ticket per la parità di genere per tutte e cinque le circoscrizioni provinciali. Un percorso tutt’altro che fluido e lineare, il suo, per la situazione di sfilacciamento in cui versa Forza Italia, non più capace di essere attrattiva di equilibri, ma attraversata da umori disparati e contrastanti, con tanti tasselli di rappresentanza nelle assemblee elettive e nelle Istituzioni; tasselli persi ed approdati sul versante della coalizione pro-De Luca, dopo averla contrastata ed avversata.

La novità della tornata delle Regionali settembrine, è data certamente dall’alternativa a sinistra, di cui sono portatrici la lista di Potere al popolo e Terra, in chiave di antitesi alla coalizione Pd – centro-sinistra, puntano a catalizzare il consenso del voto di libera opinione su tematiche cruciali, quali quella della qualità e diffusa rappresentanza politica dei cittadini e della cittadine, della correlazione e interdipendenza tra le politiche per i territori e l’ambiente con la sostenibilità dei sistemi produttivi, rispetto ai quali è prioritario il diritto alla salute.

Potere al popolo, sostiene la candidatura alla presidenza per Giuliano Granato, mentre Terra propone l’elezione di due co-presidenti, Stefania Fanelli e Luca Saltalamacchia.

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