Campania: influenza K circola con forza, colpiti anche i giovani, previsto picco con il rientro a scuola

Febbre altissima, spossatezza e giorni a letto. A colpire in questa prima fase del 2026 non sono solo anziani e fragili, ma anche giovani e giovanissimi, sempre più spesso costretti a casa dall’influenza K che sta circolando con forza in Campania. Una diffusione favorita da feste, locali affollati, contatti ravvicinati e stili di vita che abbassano le difese immunitarie, spiegano gli infettivologi.
Il dato sui ragazzi si inserisce in un quadro più ampio che vede gli ospedali napoletani sotto pressione. All’Ospedale Cardarelli si registra un aumento del 25 per cento dei ricoveri per influenza grave negli ultimi giorni, con una media di 210 accessi al giorno. Circa il 30 per cento dei pazienti ricoverati presenta polmoniti virali, spesso con necessità di ossigeno ad alti flussi.
Secondo Antonio Russo, direttore della Pneumologia del Cardarelli, le polmoniti sono sempre più frequenti per la sovrapposizione di infezioni virali e batteriche, ma non tutte richiedono il ricovero. La prima valutazione deve avvenire dal medico di base, con visita e radiografia del torace. L’ospedale va riservato ai casi più complessi, come pazienti non autosufficienti o con insufficienza respiratoria, perché l’ambiente ospedaliero espone a ulteriori rischi infettivi.
Un andamento confermato anche all’Ospedale del Mare. Il direttore sanitario Giuseppe Vitiello riferisce che solo tra il 29 dicembre e il 1 gennaio sono stati ricoverati 25 pazienti con supporto respiratorio, oltre a numerosi casi di influenza con dispnea. Un bilancio destinato a peggiorare con la riapertura delle scuole dopo le festività, fattore che potrebbe accelerare ulteriormente il contagio.
Sul fronte infettivologico, dal Cotugno arriva una lettura chiara. Alessandro Perrella, direttore del reparto di Malattie infettive ad alta contagiosità dell’Ospedale Cotugno, sottolinea che l’ondata era prevista, ma aggravata da una campagna vaccinale partita tardi e poco efficace. La variante K non è più aggressiva in sé, ma trova terreno fertile in una copertura vaccinale insufficiente. L’influenza resta una malattia da non sottovalutare, soprattutto per over 65 e pazienti con patologie croniche.
Gli specialisti ribadiscono che il vaccino non serve a evitare ogni contagio, ma a ridurre la gravità dei sintomi e le complicanze, come le polmoniti. Da qui l’invito ad ampliare la vaccinazione anche ai giovani, principali vettori di trasmissione nei periodi di maggiore socialità. Accanto a questo, tornano attuali le regole di prevenzione già note: mascherina nei luoghi affollati, attenzione ai contatti con soggetti fragili, corretta alimentazione, riposo e uso appropriato dei farmaci.
Il messaggio finale è condiviso da tutti i vertici sanitari: prima il medico di base, poi l’ospedale solo se necessario. Una strategia indispensabile per proteggere i pazienti più vulnerabili e garantire la tenuta del sistema sanitario in una stagione che si preannuncia ancora lunga e impegnativa.