CAMION DEI POMODORI, UNA SCIA DI INCIDENTI SULLE STRADE CAMPANE: IL NODO DELLA SICUREZZA DEI CARICHI
L’ultimo incidente è avvenuto sull’A16, all’altezza di Tufino, dove un autoarticolato carico di pomodori ha coinvolto un’utilitaria durante una manovra di sorpasso, schiacciandola contro il guardrail e rendendo necessario l’intervento dei vigili del fuoco per liberare il conducente rimasto intrappolato nell’abitacolo. Un episodio che riporta l’attenzione su una sequenza che, durante questa estate, sulle strade della Campania è diventata difficile considerare soltanto una coincidenza.
Tra agosto e settembre, infatti, camion carichi di pomodori si sono ribaltati oppure hanno perso parte del materiale trasportato sull’A16, sull’A30, sull’A2 del Mediterraneo, sul raccordo Salerno-Avellino e lungo altre arterie regionali, lasciando in alcuni casi tonnellate di prodotto e interi cassoni sulla carreggiata, con conseguenze pesanti sulla circolazione e rischi ben più seri per chi si trovava a transitare in quel momento.
Da Vallata e Grottaminarda, dove all’inizio di agosto la dispersione del carico provocò undici chilometri di coda, a Pomigliano d’Arco, dove una frenata d’emergenza fece rovesciare parte di 18 tonnellate di scarti di pomodoro su un’automobile; da Sicignano degli Alburni, dove le cassette finirono addirittura sulle vetture parcheggiate al di sotto dello svincolo, fino a Fisciano, Battipaglia, Mondragone, Campagna e all’area tra Mariglianella e San Felice a Cancello, la geografia degli episodi restituisce ormai un fenomeno che merita attenzione.
La concentrazione proprio nei mesi estivi ha una spiegazione: agosto e settembre coincidono con il cuore della raccolta e della trasformazione del pomodoro, quando aumenta sensibilmente la movimentazione del prodotto dai campi verso gli stabilimenti e migliaia di tonnellate di materia prima percorrono quotidianamente le arterie campane. Ma l’intensificazione dei trasporti non basta, da sola, a spiegare perché in tanti casi il carico si ribalti.
Il Codice della strada stabilisce che qualsiasi merce trasportata debba essere sistemata in maniera tale da impedirne la caduta o la dispersione e, soprattutto, da non compromettere la stabilità del veicolo. Una prescrizione tutt’altro che formale quando si parla di mezzi pesanti, perché in curva, durante una frenata improvvisa o una brusca variazione di traiettoria, lo spostamento di un carico di diverse tonnellate può modificare l’equilibrio dell’intero complesso e contribuire al ribaltamento.
Non significa che dietro gli incidenti di questa estate vi sia necessariamente un fissaggio inadeguato: saranno gli accertamenti sui singoli episodi a stabilire velocità, dinamica, condizioni del mezzo, distribuzione e ancoraggio della merce. La frequenza con cui, però, pomodori e cassoni sono finiti sulle carreggiate pone inevitabilmente una domanda sulla modalità con cui questi carichi vengono sistemati e controllati prima della partenza.
Per chi viaggia il problema non è soltanto trovarsi davanti un camion ribaltato. Un carico perso improvvisamente può trasformarsi in pochi secondi in un ostacolo praticamente invisibile fino a quando non si è ormai a ridosso, mentre il prodotto schiacciato dai primi veicoli può rendere il fondo stradale insidioso e costringere a frenate o cambi di corsia improvvisi.