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Calcio – Dilettanti, ancora dubbi sulla ripartenza

Tante domande e poche certezze, con la ripartenza ancora affidata ai dubbi legati al rispetto dei protocolli sanitari, ancora vigenti a causa della pandemia.

Programmare la stagione 2020-21 inizia a diventare complicato per le società calcistiche dilettantistiche, la cui strada è ancora annebbiata da problemi che arrovellano la stessa governance.

Ed a tal proposito arriva il monito del massimo esponente della Lega Nazionale Dilettanti, Cosimo Sibilia, che lancia l’allarme sui protocolli di sicurezza, ancora da definirsi per lo svolgimento delle gare e dei campionati dilettantistici.

Il rischio concreto, continua il presidente, è non solo un rinvio dell’inizio dei campionati, ma di minare un intero sistema sportivo ed economico, ruotante attorno Piazzale Flaminio.

Un ritardo degli organi preposti che rischia di minare anche l’avvicinamento al campionato, con le prime squadre di Serie D che dovrebbero cominciare i ritiri precampionato subito dopo Ferragosto, mentre i campionati ad oggi dovrebbero tagliare il nastro di partenza il 20 settembre con la Coppa Italia, in concomitanza tra l’altro con lo svolgersi delle elezioni in alcune Regioni.

Incertezze che diluiscono le programmazioni delle società, con una buona parte di quest’ultime che ancora devono muovere i primi passi sotto il profilo sportivo, essendo da una parte consci delle difficoltà sotto il profilo organizzativo da parte della Lega, e dall’altro in attesa di conoscere la categoria d’appartenenza, con il solito tourbillon dei ripescaggi che ancora attende di conoscere il suo esito finale.

Insomma, le società chiedono chiarezza, ed in tempi rapidi. Una necessità assoluta, per consentire programmazioni puntuali, in una stagione come quella 2020-21 che già da oggi risulta sacrificata non solo sotto l’aspetto sportivo, ma anche economico.

L’invito di Sibilia è chiaro ed è rivolto a Governo e Comitato Tecnico Scientifico, il conto alla rovescia è già partito, bisogna fare presto per evitare, usando le parole del presidente, un’ingiustizia che rischierebbe di vanificare i sacrifici fatti per la ripresa delle attività.

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