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Brooklyn – Giglio Feast, le Macchine a Spalla simbolo delle comunità nel post-pandemia

Non a Nola, patria natia degli obelischi devoti a San Paolino, ma a migliaia di chilometri di distanza, è stato possibile di nuovo rimettere a riveder le stelle quella macchina verticale, tensione eterna di un lavoro perennemente in bilico tra sacro e profano, quale un Giglio.

Un misto di emozioni, difficili da decifrare, uniche nel loro scoprirsi. Nonostante la distanza, sarebbe sicuramente complicato descrivere l’essere di nuovo agli ordini di un capoparanza, o per i ragazzi di Brooklyn, New York, del Capò, impegnati tutti nel trasporto di una struttura unica nel suo genere. 

Le prime alzate post-COVID non hanno marchio nolano. E’ toccato ai cugini americani, distanti migliaia di chilometri, tra le streets di Brooklyn, e non tra i vicoletti della città bruniana, il battesimo del post-pandemia. Feste dalle dinamiche certamente diverse, come diversi sono i modi di approcciare il virus tra Italia e Stati Uniti, ma unica la voglia delle comunità di mettersi alle spalle un anno e tre mesi di sacrifici e, spesso, anche di dolore, per la scomparsa di tante figure che hanno reso uniche e singolari le comunità.

E’ la voglia di riappropriarsi del quotidiano e dei momenti identitari delle città, della gente, che nelle giornate rese cupe dalla pandemia, hanno saputo far leva proprio sui valori che le comunità hanno espresso. Sia Brooklyn che Nola, unite idealmente e nella fede nel nome di Paolino da Nola, hanno condiviso il dolore nel non poter vivere a pieno giornate attese tutto l’anno, guardando oltre il semplice trasporto del Giglio, soffrendo per non poter esprimere quel grande sentimento di unione che la Festa, o la Feast, porta con sè.

I colleghi giornalisti a stelle e strisce parlano di “triumphant return”, di un “ritorno trionfante” del “Giglio ‘e paradiso” tra le strade di Brooklyn, che da spettacolo unico del suo genere, ha come sempre ammassato tra le strade del quartiere newyorkese migliaia di curiosi. Noi che da quest’altra parte dell’oceano ben conosciamo la singolarità di un evento come la Festa dei Gigli, non ne abbiamo dubbio alcuno.

Questo groviglio di emozioni che la Festa genera si è liberato per la prima volta dopo 728 giorni domenica 11 luglio, quando la “Giglio Sunday” ha aperto ufficialmente le celebrazioni della OLMC Feast 2021. E’ bastato sentire il primo “Viva San Paolino” per riconsegnare alla comunità il suo legame più vivo con il Santo, accompagnando la “lift”, l’alzata, spalla a spalla con amici, parenti e devoti, uniti nel corpo e nell’animo dallo sforzo del trasporto.

La OLMC Feast, Our Lady Mount Carmel, tradotto la santa festività in onore della Madonna del Carmine, si chiuderà domani, con la solenne processione in onore della Vergine, poi la chiusura della settimana di festa domenica 18, con l’ultima ballata.

Dall’America all’Italia l’augurio è condiviso: la ballata del “Giglio ‘e Paradiso” è già divenuta  simbolo della rinascita delle due comunità, che nella danza dei propri obelischi hanno trovato e vorranno ritrovare identità ed unione. Oggi apre Brooklyn, domani Nola aspetta di poter riabbracciare i suoi giganti, di nuovo col il naso all’insù ad ammirare quel trait d’union tra uomo e cielo.

 

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