Politica

Bassa Irpinia – Obiettivo sulla gestione in house dei servizi idrici

I deliberati sono stati approvati all’unanimità dalle Giunte municipali delle civiche amministrazioni di Avella, Baiano e Sperone, con unico destinatario il competente Ente di governo d’ambito per i servizi idrici, qual è ancora l’Ambito territoriale ottimale di Avellino, sottoposto a regime commissariale, come tutti gli Ato della Campania, in attesa che si apra l’itinerario della normalità, in applicazione della normativa “licenziata” nel 2015, per disciplinare e riordinare l’intero e complesso settore.

Gli atti prospettano all’Ente chiamato in causa la richiesta di accertamento della sussistenza dei requisiti, per l’osservanza dell’art.147 del comma 2-bis del Decreto legislativo n.152 del 2006; sono i requisiti, che permettono la deroga al Codice dell’ambiente, in relazione alla disciplina generale e unificante dei servizi idrici integrati sui territori. E’ la deroga riservata alle gestioni in atto ed in forma autonoma, di cui siano responsabili i Comuni classificati montani e che rientrano nei Parchi naturali o nelle Aree naturali protette.

La deroga è ammissibile, in specifico, a fronte dell’approvvigionamento idrico da fonti “qualitativamente pregiate” e da “sorgenti ricadenti” proprio nell’ambito dei Parchi e delle Aree. E, a far da corollario, altro elemento fondamentale, per il riconoscimento della deroga, è costituito dalla prova che attesti “l’utilizzo efficiente della risorsa (idrica) e la tutela del corpo idrico”, di cui sono affidatarie le gestioni comunali in forma autonoma. Sono condizioni pienamente soddisfatte dallo stato dei tre Comuni, che afferiscono al Consorzio di fatto operativo da oltre un secolo per l’autonomia gestionale dei servizi idrici, anche se non formalizzato sul piano giuridico-locale.

I deliberati della tre Giunte hanno il senso di volontà istituzionale dovuta e corrispondono alle ragioni amministrative funzionali alla “conservazione” dell’attuale Consorzio di fatto, in virtù del quale le amministrazioni di Avella, Baiano e Sperone gestiscono i servizi idrici in economia, sia con costi bassi che con tariffe contenute e con efficienza. Una prospettiva, quella della conservazione del Consorzio di fatto, alla cui base c’è la Convenzione che la Cassa del Mezzogiorno stipulò nel 1961 con le amministrazioni di Avella, Baiano e Sperone, per affidare alla loro gestione le opere che aveva realizzato l’integrazione e la sistemazione dell’acquedotto esistente.

E con la stessa stipula convenzionale, la Cassa del Mezzogiorno incrementò la capacità delle risorse idriche dei servizi della rete acquedottistica del territorio, conferendo ai tre Comuni sorgenti di Sant’Egidio e di Sambuco, con tutti i manufatti e serbatoi, che lo stesso Organismo governativo aveva realizzato. Due sorgenti dal getto notevole, che si aggiunsero alle quattro sorgenti, di cui il Consorzio già disponeva. Erano denominate Acquebasse, le attuali Trefontane, Fontanelle, Peschiera e Abate Gregni. Uno stato complessivo che determina l’auto-sufficienza dell’approvvigionamento idrico per le comunità cittadine, anche in ragione dei pozzi che negli ultimi decenni le amministrazioni hanno realizzato, per attingere direttamente alle falde acquifere pedecollinari.

Dettaglio scontato: le sorgenti della rete acquedottistica intercomunale fanno parte della dorsale dei Monti Avella.

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