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Avella, Museo immersivo e archeologico, finestra aperta sul futuro della città

Il servizio di Gianni Amodeo

Storia e normalità. Sono le parole d’ordine, che l’avvocato Domenico Biancardi ha declinato con frequenza nell’intervento di presentazione del Mia, il simbolico acronimo che identifica il Museo immersivo e archeologico di Avella, presentato ufficialmente in mattinata nel Giardino – con vasche d’acqua zampillante- dello splendido Palazzo baronale, in piazza Muncipio.

Storia e normalità, che per Biancardi, sindaco della città fondata dagli Osci, e presidente della Provincia di Avellino, danno il senso compiuto del Mia, quale fonte di conoscenza di Avella e del suo territorio nella storia, ma anche e soprattutto di apertura verso il futuro, da costruire con la valorizzazione dei territori, promuovendone le attività culturali, le risorse, i patrimoni paesaggistici e naturalistici,le tradizioni e le filiere produttive. Come per dire ch’è la storia a dettare quelle che sono o dovrebbero essere le scelte da fare per orientare al meglio possibile la normale amministrazione dei territori.

E’ il Sistema Irpinia,incentrato sulla piattaforma digitale dedicata al turismo, che connette i 118 Comuni della provincia, articolati in 29 Distretti operanti con infopoint e personale specializzato; Sistema sviluppato da Almaviva, società italiana leader nell’innovazione tecnologica. Ed Avella, con il suo Polo multimediale ne costituisce il riferimento basilare, il primo a decollare con chiarezza di programma e gestione. Una visione d’insieme, che proprio Biancardi ha ideato e per la quale ha profuso slancio e impegno, incontrando il supporto di amministratori comunali, sindaci, Istituzioni sovra comunali e l’imprenditoria.

Nell’impianto originario e fino all’anno del terremoto-80, il Palazzo baronale, ancora di proprietà privata in capo agli eredi della famiglia Alvarez, disponeva di oltre cinquanta tra stanze, sale d’accoglienza e rappresentanza, ambienti di servizio, oltre il Giardino, che, però, aveva già perduta da tempo la classica e ben curata configurazione all’italiana che l’aveva caratterizzato dal ‘500 in poi. Ed ora le sue belle e spaziose sale che si sviluppano per 1500 metri quadrati costituiscono l’ambientazione di stile e sobria eleganza che accoglie il Mia, articolato in due aree espositive, quello di modello tradizionale con reperti e testimonianze in rassegna e quella coinvolgente della multimedialità, declinando emozioni e conoscenze, con i supporti dei visori della realtà aumentata.

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