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Assalto alle banche, arresti in Campania e Puglia: non si esclude un’unica regia dietro i colpi

Nel napoletano 5 arresti hanno colpito il gruppo che faceva esplodere gli sportelli Atm con la tecnica della marmotta. Un’altra banda aveva la base in Puglia ed è accusata di 17 colpi in diverse regioni italiane. Precisa la mappa degli obiettivi tra Napoli e provincia, con incursioni ravvicinate e più assalti nella stessa notte. È il quadro che emerge dalle indagini sui colpi nelle banche messi a segno tra dicembre e inizio febbraio.

Nel primo filone, in Campania, gli investigatori hanno ricostruito una sequenza di assalti avvenuti tra Casavatore e Agerola. Proprio in quest’ultimo comune, in viale della Vittoria, l’esplosione aveva divelto uno sportello bancomat, permettendo ai responsabili di impossessarsi del denaro e fuggire verso la Costiera amalfitana. La fuga aveva dato il via a una serie di inseguimenti nella zona di Amalfi e Cetara, conclusi con l’abbandono dell’auto utilizzata dal gruppo, risultata con targhe rubate. Le successive indagini hanno portato a individuare un covo a San Gennaro Vesuviano, dove sono stati arrestati cinque uomini tra i 22 e i 55 anni. All’interno dell’abitazione sono stati sequestrati circa 20 mila euro in contanti, ordigni esplosivi e attrezzature metalliche per gli assalti.

Parallelamente, una seconda operazione coordinata dalla Procura di Taranto ha portato al fermo di altri cinque presunti componenti di una banda ritenuta responsabile di una lunga scia di colpi tra Sud e Centro Italia. Le indagini sono partite dall’esplosione di un Atm avvenuta il 15 novembre a Montemesola e hanno consentito di collegare assalti in Puglia, Basilicata, Campania e Lazio. La tecnica, secondo gli inquirenti, era sempre la stessa: sportelli isolati, azione rapida nelle ore notturne e fuga immediata dopo l’esplosione, con ordigni in grado di provocare gravi danni anche agli edifici. Ora gli investigatori stanno verificando eventuali collegamenti tra i due gruppi e i numerosi assalti registrati negli ultimi mesi tra Napoli e la sua provincia. Un accertamento decisivo per chiarire se dietro la sequenza di colpi ci sia una regia comune o più organizzazioni operative sullo stesso territorio.

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