Cronaca

Angri – Si dimette l’assessore Padovano

Ancora dimissioni, ancora un elemento della Giunta Ferraioli presenta le sue dimissioni, rimettendo nelle mani del sindaco il suo mandato. L’assessore al bilancio Giovanni Padovano, ha comunicato la sua decisione dopo l’approvazione in Giunta del documento economico di Previsione, che approderà in Consiglio per il voto, il prossimo 15 giugno. Una scelta obbligata per Padovano, risultato incompatibile in base alla legge Madìa, per l’incarico di dirigente al settore economico del comune di San Valentino Torio e la delega di assessore al Bilancio ad Angri. E così Ferraioli incassa ancora una rinuncia, benché motivata, che si aggiunge a quelle di Danilo Avagnano di qualche mese fa, e delle due donne con delega all’ambiente De Clemente e Pepe.

Ora l’esecutivo risulta composto oltre che dal sindaco, dal suo vice Giuseppe D’Ambrosio, da Pasquale Russo, Maria D’Aniello e Caterina Barba. Due uomini e due donne, in attesa delle scelte dei gruppi politici di riferimento agli assessori dimissionari. Per la rappresentanza di genere dovrebbero essere nominati un uomo e una donna, rispettando così la percentuale del 40 % prevista dalla legge Del Rio. Ma non si preannunciano scelte facili. Le fibrillazioni interne, riaccese da un bilancio ferreo, che non ha ammesso ”trasgressioni”, riducendo tutto ai minimi termini, con gli uffici obbligati ad applicare il metodo armonizzato che dovrà condurre l’Ente, entro il 2018, a dotarsi di conti reali, basati su entrate e uscite certe, eliminando i tanti residui attivi e passivi che negli anni hanno garantito equilibrio di bilancio, alimentando spese in base ad entrate presunte.

Adesso tutto è cambiato. Le casse non floride dell’Ente, hanno definitivamente cancellato la possibilità di nominare lo staff del sindaco, e questo avrebbe acceso dei malumori. Fondi limitati per le attività culturali, con poche risorse indirizzate solo per la festa patronale e la canonizzazione del Beato Fusco, riducendo se non annullando la dotazione economica destinata al Palio, che potrebbe disputarsi in una forma ridotta, mentre dovrebbe essere garantito al minimo, un tabellone estivo di eventi.

 

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