Cronaca

Angri – Palio Storico: la Regione boccia il progetto

Palio storico di Angri. La manifestazione legata alle rievocazioni storiche dei fatti del 1421-25 e del 1428-36. Un momento di confronto con la storia, con il passato, con la cultura secolare di un popolo il cui passato è stato costruito sugli eventi che hanno interessato il regno di Napoli, la lotta tra Angioini e Aragonesi, le azioni della regina Giovanna II d’Angiò, la difesa del Feudo da parte del Conte Zurolo. Dal mese di dicembre 2015 il Palio storico è stato istituzionalizzato, ed è un evento della città. Nello scorso mese di settembre l’edizione 2016 si è svolta con un programma articolato su quattro date, con la sola ”Giostra dei cavalieri” non disputata per problemi legati ad una serie di autorizzazioni richieste per l’utilizzo dei cavalli.

Una edizione che si è svolta con il solo contributo volontario delle associazioni dei Borghi e dei casali, e di alcune associazioni culturali, che hanno riempito il programma con eventi e convegni che si sono svolti nel salone degli affeschi di castello Doria.

Uno sforzo volontario che sperava nell’esito del progetto presentato dal Comune di Angri, legato al Poc beni Culturali per le annualità 2016-2017. Un progetto dal valore di 214mila euro che prevedeva la ristrutturazione della Casa dell’ex combattente, e il finanziamento del palio per una cifra di circa 135mila euro. Sul Burc della Regione Campania, nell’elenco delle proposte progettuali non ammesse, anche quelle del Comune di Angri, progetto dichiarato non ammissibile per la mancanza della documentazione comprovante la disponibilità del bene culturale. Una Pec avrebbe informato gli uffici della mancanza, e chiesto una integrazione che non sarebbe stata inviata o comunque mai giunta in Regione. Dunque uno smacco per l’amministrazione Ferraioli che puntava attraverso il rilancio della manifestazione ad un rilancio culturale della città, attraverso le tradizioni e la storia. Una sconfitta politica per chi aveva scommesso sulla cultura, sul rilancio di Angri Città d’Arte, su una possibilità concreta di intercettazione dei flussi turistici in base ad una offerta basata su arte, religione, enogastronomia.

Ora partiranno le polemiche, le critiche, le giustificazioni. Resta comunque l’ennesima possibilità persa per una comunità che continua ad aspettare una classe politica capace di intercettare risorse, di lavorare per la comunità.

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