Cronaca

Angri – Disciplinare Palio, ora si parte con l’organizzazione

Il Palio storico avrà una nuova vita. Angri si prepara ad organizzare l’evento che nella terza domenica di settembre, rievocherà i fatti storici del 1421-1425, della distruzione della cittadella fortificata da parte di Braccio Forte da Montone, e del reinsediamento nel feudo di Giovanni Zurolo, signore di Angri.
Una storia che è entrata a far parte dello Statuto comunale, ufficialmente riconosciuta dall’Ente, che l’ha acquisita a patrimonio culturale della città. Ora l’istituzione cittadina avrà il compito di organizzare l’evento, applicando il Disciplinare votato dal Consiglio due giorni fa. La regola delle parate medievali e rievocazioni denominate ”Palio Storico”, che racchiude anche gli eventi del 1428 e del 1436 culminati con la realizzazione della chiesa dell’Annunziata, da parte del conte Zurolo, e consegnata ai frati Domenicani.
Un libretto di norme, fedelmente basato su fonti storiche e documentali, che ha messo ”ordine nel disordine”, regalando alla città una manifestazione vera, storicamente certa, da realizzare negli anni.
Un punto di inizio, da cui ripartire per rilanciare la manifestazione, dopo anni di declino e di scontri di posizioni, che hanno posto persone e personaggi, l’uno contro l’altro, ”sacrificando” un evento identificativo per la comunità, per personalismi estremi che hanno diviso, generato fazioni che ancora oggi non cancellano le loro riserve, sulla Compagnia dei Cavalieri, ”colpevoli” di aver donato il Palio alla città e di essere stati riconosciuti nel loro ruolo, all’interno del Disciplinare. Una riconoscenza dovuta per chi ha organizzato la manifestazione dal 1991, per aver fatto conoscere una parentesi storica angrese, per aver risvegliato i ”geni” medievali assopiti per secoli, per chi ha fornito le premesse per la nascita associativa di Borghi e Casali, che il disciplinare riconosce e ne richiede la presenza nelle fasi organizzative, ma che senza la perseveranza di Gennaro Duro non esisterebbero. Ora è il momento di mettere da parte le divisioni, di annullare documenti di rinuncia sottoscritti, che non fermeranno il Palio e la sua macchina organizzativa, che non cancelleranno la manifestazione ormai divenuta patrimonio culturale di ogni angrese, che non freneranno la partecipazione popolare. Il Palio si farà perché lo vuole una città senza padroni, fatta da gente libera, fedele alle radici e alle proprie tradizioni.

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