Cronaca

Angri – 300 suore in preghiera per il ”Fondatore”

Pellegrini in città, delegazioni di suore provenienti da 16 nazioni, lavori in corso per preparare la grande celebrazione eucaristica di domani con la presenza del cardinale Angelo Amato. Una città in fermento che da mercoledì sta vivendo il calendario di eventi religiosi e civili che accompagneranno la comunità fino a domenica 23. Una città che si colora delle bandiere delle nazioni dove è presente una casa battistina. Una delegazione di 300 suore su un totale di 750, è giunta in città. Colori, suoni, abiti e preghiere, hanno dipinto di profonda fede le navate della Collegiata di San Giovanni Battista. Sedute nei banchi, in ginocchio in preghiera vicino alla teca che contiene il corpo di Sant’Alfonso Maria Fusco. Emozioni e canti hanno offerto la semplicità di anime semplici che nello spirito del fondatore, educano, aiutano, sostengono, aprono le porte agli ultimi. Un flusso continuo di suore e di laici accompagnatori, che per la prima volta vedono i luoghi dove è cresciuta la santità del Fusco. Principi di una fede sposati in Cristo e nella Vergine dei dolori, offrendo la propria vita per un’opera, iniziata in un paese di provincia e che si è diffusa nel mondo, sempre e solo con il sostegno della Provvidenza.

E proprio sulla Provvidenza, sull’esempio di vita del Fusco, dell’opera generata per mano di Dio, si è soffermato il vescovo di Nocera Giuseppe Giudice, che ha scritto una lettera al Santo dei poveri. ”Una richiesta di aiuto per cogliere dai suoi esempi di vita, la forza per operare da condividere con sacerdoti e laici, fratelli e sorelle nella fede. Le sofferenze e le difficoltà incontrate quando le stesse sue figlie non lo hanno riconosciuto. I sogni e i perdoni affidati a Dio. Una vita fatta do provvidenza, obbedienza, fede, carità e speranza. Segreti di una vita riuscita e non sprecata, ma semplicemente restituita al signore”. Giudice giudica il Fusco come ”un santo educatore, un artigiano che ha plasmato i cuori di tanti artigianelli incontrati sulla strada della vita. Il vescovo chiude chiedendo al Santo una mano ad essere come Lui, educatore capace di sognare  e di far sognare, di far diventare realtà il sogno di Dio, nella certezza che ora e sempre la Provvidenza provvederà”.

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