America’s Cup, la protesta degli sfollati flegrei: «È la Coppa dei veleni»
Sul lungomare c’è la vetrina delle regate, con Napoli proiettata verso l’America’s Cup e con un evento che punta a costruire una nuova immagine internazionale della città; a pochi chilometri di distanza, però, ci sono famiglie che una casa non ce l’hanno più e che proprio contro quella vetrina hanno deciso di manifestare, inserendo la Coppa dentro una protesta che parte dal bradisismo e arriva fino al futuro di Bagnoli.
Gli sfollati dell’area flegrea hanno aderito alla mobilitazione convocata questa mattina alla stazione della Cumana del Dazio, insieme ai comitati e alle realtà che da giorni contestano i lavori legati all’America’s Cup, ribattezzata dai manifestanti «Coppa dei veleni». Al centro della protesta non c’è soltanto il tema ambientale, ma anche una questione abitativa che nell’area flegrea continua a pesare dopo mesi di scosse, evacuazioni e famiglie costrette a lasciare le proprie abitazioni.
Il timore espresso dagli sfollati è che, mentre si accelerano investimenti e interventi per preparare Bagnoli all’evento, la loro emergenza rischi di restare sullo sfondo e che l’arrivo dei team, degli addetti ai lavori e di tutto l’indotto collegato alla Coppa possa contribuire ad aumentare ulteriormente la pressione sul mercato immobiliare. Una situazione che, secondo i comitati, potrebbe tradursi in nuovi rincari degli affitti e rendere ancora più difficile trovare una sistemazione proprio per chi è stato costretto ad abbandonare casa.
Accanto alla questione abitativa resta poi quella ambientale, con le contestazioni sui dragaggi dei fondali, sui materiali movimentati nell’area di Bagnoli e sulle condizioni del mare, temi sui quali i manifestanti chiedono controlli e garanzie e che hanno alimentato la definizione di «Coppa dei veleni».
La protesta di oggi prova così a saldare vertenze diverse, dalla casa alla sicurezza del territorio, fino alla trasformazione di Bagnoli, mettendo in contrapposizione due immagini che in queste ore convivono a pochi chilometri di distanza: quella di una Napoli che si prepara alla grande ribalta internazionale e quella di famiglie che, dopo il bradisismo, continuano a chiedere una sistemazione stabile e risposte sul proprio futuro.