Cronaca

Coldiretti – Agromafie 2016, presentato il rapporto

Settore agroalimentare e criminalità nel rapporto Agromafie 2016 di Eurispes in collaborazione con Coldiretti e l’Osservatorio sulla criminalità nell’agricoltura. I dati presentati confermano che in Campania il problema è serio. nel quarto dossier è stato misurato l’Indice di Organizzazione Criminale, basato su 29 indicatori specifici, e rappresenta la diffusione e l’intensità in tutte le province del fenomeno dell’associazione criminale.

Dalla lotta al capolarato, alla richiesta di tracciabilità dei prodotti. L’impegno di Coldiretti attraverso il monitoraggio delle aziende associate. Dai furti nelle campagne, alla vendita con banchetti abusivi lungo le strade.

Il grado di diffusione criminale in Campania è elevato sia a Napoli per il 78,9% che a Caserta (68,4) e a Salerno per il 44,3%, ma è inferiore nell’entroterra.
Il rapporto ha anche tracciato i dati generati dalla mappatura dei terreni destinati all’agricoltura nella Regione Campania (con priorità ai 57 Comuni della Terra dei Fuochi). lo studio ha fatto emergere che solo il 2% dei terreni mappati in Terra dei Fuochi è a rischio mentre il restante 98% degli stessi non si possono definire a rischio secondo i rigorosi criteri utilizzati per la rilevazione.  Nonostante questi dati confortanti, l’altra faccia del problema viene ancora rappresentato con immagini di roghi, relazioni sullo stato della salute delle popolazioni abitanti il territorio, pregiudizi commerciali hanno generato una psicosi diffusa con particolare riferimento, per esempio, ai prodotti caseari ed ai prodotti agroalimentari della Campania, con un grave danno economico e d’immagine. Anche i dati di Legambiente certificano che il problema della gestione illecita dei rifiuti pericolosi non può considerarsi circoscritto alla sola Campania, che, con il 12,4% delle infrazioni nazionali accertate nel ciclo dei rifiuti, 1.070 denunce e 402 sequestri, si pone al secondo posto a livello nazionale dopo la Puglia. I dati e i risultati dell’attività di monitoraggio e contrasto delle Forze dell’ordine e della Magistratura indicano inoltre che nessuno dei nostri territori è immune dal problema.

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