Cronaca

Nola – Appalti e affari sotto processo: il Gup decide

Condanna a quattro anni di reclusione per l’imprenditore Antonio Mercogliano ed assoluzione per l’attuale presidente del Consiglio della città bruniana, Rino Barone, ch’era assessore all’epoca dei fatti sotto giudizio, e per Ciro De Leo, dipendente della Regione Campania.

Sono le richieste, formulate dal pubblico ministero, De Franchis, nel processo che si svolge nel Tribunale di Nola; processo, al cui vaglio sono le risultanze dell’inchiesta della Procura della Repubblica, guidata da Paolo Mancuso, e che coinvolge a vario titolo di responsabilità diciotto, tra politici, imprenditori, nonchè dirigenti e impiegati dell’Ente di piazza Duomo, gravati dalle ipotesi di reato per abusi d’ufficio, comportamenti contrari ai doveri d’ufficio e per mandati di pagamento, emessi a favore di ditte non in regola con il pagamento degli oneri assistenziali e previdenziali per i lavoratori in servizio.

Per Mercogliano, Barone e di Leo, che hanno chiesto e ottenuto di essere giudicati per i fatti loro contestati con il rito abbreviato, posizioni diversificate nelle formulazioni del pubblico ministero De Franchis; in particolare, per Barone la richiesta di assoluzione ha recepito, in sostanza, il verdetto emesso dal Tribunale del Riesame.

Una decisione, su cui ha espresso riserva e perplessità l’avvocato Pasquale Mazzeo, che tutela gli interessi dell’amministrazione comunale, costituitasi parte civile nel procedimento, per atto dovuto e doveroso; riserve e perplessità, che evidenziano, secondo l’avvocato Mazzeo, una contraddizione tra l’azione penale esercitata dallo stesso pubblico ministero con la richiesta di arresto per Barone e la successiva richiesta di assoluzione; contraddizione, che ha sostenuto Mazzeo in dibattimento, poteva risolversi con la richiesta di archiviazione già in sede di Tribunale del Riesame, mentre allo stato dei fatti, cristallizzati dalle procedure del rito abbreviato, sussistono le condizioni per il provvedimento di condanna nei confronti di Barone.

Uno scenario complesso, per il quale elementi ulteriori di ricognizione emergeranno dall’udienza del quindici marzo; udienza, nel corso della quale il giudice per le udienze preliminari, Sepe, si esprimerà sulle richieste per gli imputati che hanno affrontato il rito abbreviato e per le altre quindici persone coinvolte nella vicenda, per le quali il pubblico ministero ha chiesto il rinvio a giudizio.

L’intera storia ruota su una serie di appalti per le pulizie degli alvei dei Regi lagni e per vari lavori edili; appalti connotati da irregolarità e anomalie dopo la rigorosa inchiesta della Procura di Palazzo Orsini.

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