102 lavoratori in nero, sequestrati due opifici tra Napoli e Salerno
Condizioni di lavoro caratterizzate da turni particolarmente gravosi, retribuzioni non proporzionate all’attività svolta e gravi violazioni della normativa in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Sono in tutto 102 i lavoratori in nero e senza permesso di soggiorno, scoperti a seguito di vari controlli sul territorio che hanno portato al sequestro di due fabbriche tra le province di Napoli e Salerno.
I Carabinieri del Gruppo Tutela del Lavoro di Napoli hanno eseguito un provvedimento emesso dal G.I.P. del Tribunale di Nocera Inferiore, su richiesta della Procura, nei confronti delle due aziende tessili con sedi ad Angri e San Giuseppe Vesuviano, nonché dell’intero capitale sociale di una società. I reati contestati sono l’intermediazione illecita e lo sfruttamento del lavoro, l’impiego di lavoratori privi del permesso di soggiorno e l’omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro.
Le indagini, avviate nel marzo 2026, hanno consentito di identificare i 102 lavoratori impiegati nei due opifici, sottoposti a condizioni di lavoro disumane con turni massacranti in cambio di pochi euro. Il tutto ovviamente con gravi violazioni della normativa in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. «Il sequestro è stato disposto al fine di impedire la prosecuzione delle condotte oggetto di indagine, nonché in funzione dell’eventuale confisca» scrive in una nota il procuratore Luigi Alberto Cannavale
Sulla vicenda è intervenuta anche l’assessora regionale Angelica Saggese che nel ringraziare Procura e Carabinieri per il lavoro svolto, ha ribadito la posizione dell’esecutivo Fico nel contrastare caporalato, sfruttamento, insieme alle azioni per la prevenzione e la sicurezza sul lavoro a tutela di tutte le lavoratrici e di tutti i lavoratori.