Cronaca

Vallo della Lucania – operazione "Scuole fantasma": sequestrati beni per 6 mln euro

Ancora le scuole paritarie nel mirino della Guardia di Finanza. Nell’ambito dell’operazione “Scuole fantasma” i finanzieri di Agropoli su disposizione della Procura di Vallo della Lucania, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari nei confronti di due fratelli, titolari di istituti scolastici paritari operanti a Laureana Cilento e Ceraso, già sequestrati nel 2012 dalle Fiamme Gialle. L’accusa è di associazione per delinquere, interruzione di pubblico servizio, truffa ai danni dello Stato e falso continuato Stabilito l’obbligo di firma per altre sette persone tra coordinatori didattici, assistenti amministrativi e procacciatori di nuovi studenti provenienti da diverse Regioni d’Italia.

L’indagine ha fatto emergere le attività di un sodalizio delinquenziale capeggiato dai due fratelli, amministratori della società titolare delle parità scolastiche per l’esercizio di istituti per geometri e ragionieri, che nel 2012, che avevano già subito la chiusura dei due “diplomifici”, e commesso gravissimi reati contro la pubblica amministrazione, consumati negli istituti scolastici da parte delle 132 persone denunciate, tra cui i due titolari, coordinatori didattici, docenti, assistenti amministrativi, studenti e ulteriori soggetti, operanti su tutto il territorio nazionale, i quali provvedevano come “collettori”, ad arruolare nuovi iscritti in tutta Italia, impiegati, ma anche giovani calciatori e attori che, in cambio di somme comprese tra i 2.500 e i 5.000 euro, riuscivano a ottenere un diploma da geometra o ragioniere senza frequentare le lezioni.

Lo scorso marzo, i finanzieri avevano fatto visita nelle sedi scolastiche di Laureana e Ceraso, constatando che le 18 classi erano totalmente deserte e che le assenze degli alunni non erano state annotate sui registri di classe.

Le otto verifiche fiscali eseguite parallelamente allo svolgimento delle indagini nei confronti dei titolari delle scuole e delle numerose società riconducibili agli stessi hanno consentito di un’evasione di oltre 5 milioni di euro ai fini delle imposte dirette e di 3,3 milioni ai fini Irap, e 730.000 euro di ritenute sulle retribuzioni evase nel periodo 2004-2012. Nel totale il mancato versamento di imposte ammonta a 5,7 milioni di euro.

L’evidente sproporzione tra redditi dichiarati e il patrimonio accumulato, quantificato in 6,6 milioni di euro, ha attivato le misure di sequestro preventivo di 59 unità immobiliari, 5 veicoli e disponibilità finanziarie depositati su conti correnti o investiti in polizze.

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