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Tufino – Rifiuti: siglata la convenzione tra la Sapna e il Comune di Benevento

Evitato il blocco del servizio di raccolta e trattamento dei rifiuti solidi urbani, a Benevento, con l’utilizzo dell’impianto di trito vagliatura operante a Paenzano di Tufino. Utilizzo, regolato sulla base della convenzione sottoscritta dall’amministrazione comunale del capoluogo sannita, guidata dal sindaco Clemente Mastella, e dalla Sapna che gestisce la struttura in rappresentanza della Città metropolitana di Napoli.

La convenzione che disciplina i conferimenti dei rifiuti scade il 31 dicembre prossimo. E’ una soluzione che risolve le criticità di Benevento, determinate dall’ennesimo rogo che nei giorni scorsi ha mandato in fumo la massa di rifiuti stoccati nell’impianto di trito vagliatura in esercizio a Casalduni. Ed è anche una soluzione economicamente più vantaggiosa – includendo anche i costi di trasporto- per l’Ente di palazzo Mosti, in relazione a quella prospettata per l’utilizzo dell’impianto di Santa Maria Capua Vetere, ma anche in relazione alla Società ambiente\territorio, la Samte, la società partecipata dalla provincia di Benevento, che gestisce la struttura di Casalduni. E rispetto a quest’ultima, la Sapna non applica la tariffa per la bonifica delle discariche; tariffa che incide molto sui costi dei Comuni.

Intanto, sul rogo che, devastando irrimediabilmente lo Stir di Casalduni, ha allungato la serie degli incendi che da una regione all’altra del Sud e del Nord, interessa impianti autorizzati regolarmente per il trattamento dei rifiuti, merita attenzione l’analisi di Antonio Marfella, il presidente della Lega dei medici per l’ambiente e noto primario oncologo del “Pascale”. L’analisi è affidata all’ articolo pubblicato da Il Fatto quotidiano, per inquadrare il fenomeno in atto da tempo.

Per Marfella, la pur importante legge sugli eco-reati presenta un elemento di fragilità nel prevedere le sanzioni penali, da due a cinque per gli incendi dei rifiuti abbandonati e incontrollati, da tre a sei anni di reclusione per gli incendi dei rifiuti pericolosi abbandonati e incontrollati; sanzioni penali, che, però, nella lettera della legge  non sono contemplate per gli incendi di rifiuti controllati e depositati. Un vulnus- sottolinea Marfella– che potrebbe aiutare a spiegare vari aspetti del grave e diffuso fenomeno dei roghi negli impianti autorizzati, operanti nelle varie Terre dei fuochi  del cosiddetto Bel Paese.

L’analisi di Marfella punta l’obiettivo sul mancato esercizio di controlli capillari negli impianti autorizzati, in cui per legge i trattamenti da riservare ai  rifiuti speciali, pericolosi e nocivi dovrebbero essere del tutto distinti e diversi da quelli da praticare per i rifiuti urbani, evitando ogni possibile loro sovrapposizione. Altro argomento focalizzato da Marfella, concerne i percorsi di evasione fiscale che sarebbero compiuti sistematicamente  dalle aziende operanti nel settore. E’ un’analisi articolata e puntuale per l’acutezza delle riflessioni sviluppate, ma soprattutto coraggiosa e lucida per razionalità, in grado di parlare all’onesta opinione pubblica con fermezza d’intenti civici e civili.

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