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Nola – Un anno di Unesco, la Fondazione Festa dei Gigli e le regole

La Fondazione Festa dei Gigli, il ruolo, i perché, le finalità di un organismo. Dubbi che sono stati racchiusi in un punto di domanda diretto ai cittadini di Nola. Un manifesto per cercare certezze sui compiti e sulle competenze messe a disposizione della comunità, per liberare la festa dai tanti che volevano prenderne possesso. Affermazioni che non danno un volto ai probabili padroni di una manifestazione che ha nel popolo l’unica appartenenza.

Rispettare le tradizioni della secolare ballata che da un anno è diventata patrimonio immateriale dell’Unesco. Un sigillo che non ha portato cambiamenti, ma che ha imposto difesa e preservazione dello spirito di una manifestazione, che nasce dal popolo per il popolo. Chi è stato nominato a sovrintendere l’organizzazione dovrebbe solo definire il programma, evitando regole ferree che ingessano ma non risolvono i problemi.

Tempi lunghi, rumori, decoro, sono parte integrante della kermesse ed è inutile poi sanzionare con sospensione, avendo la convinzione di aver fatto rispettare le regole. Basterebbe far applicare l’articolo 659 del codice penale, quello relativo agli schiamazzi notturni, imponendo orari limite per spegnere musica e microfoni, fermando la festa come avviene in altri comuni della Campania.

La Fondazione dovrebbe provvedere, attraverso poche e semplici regole, l’organizzazione curando la promozione della città generando accoglienza, allargando la partecipazione di imprenditori privati, alleggerendo il carico economico sull’ente. La festa è della città, e per dirla con le parole del manifesto, di giocoso divertimento, di spettacolare evento di popolo.

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