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Nola – Rete delle macchine a spalla, istituito il tavolo di coordinamento

Un importante e significativo passo in avanti, per la modifica della legge 77 del 20 febbraio del 2006, per consentire ai siti, che hanno acquisito il riconoscimento come beni immateriali dell’UNESCO, di poter competere per i fondi nazionali, regionali e comunitari eurpei. Firmato dal ministro per i beni culturali e del turismo, Dario Franceschini, il decreto, che istituisce il tavolo di coordinamento istituzionale sulle feste delle grandi macchine a spalla, con l’obiettivo di indicare, programmare e promuovere le iniziative che ne incentivino la valorizzazione.

Il decreto recepisce e rappresenta le linee portanti dell’ordine del giorno, accolto con parere favorevole dal Consiglio dei Ministri ed approvato dalla Camera dei Deputati, qualche mese fa; ordine del giorno sottoscritto dai parlamentari del Partito Democratico, Massimiliano Manfredi, che ne è stato l’ispiratore, Alessandro Mazzoli, Demetrio Battaglia e Giovanna Saura, rappresentanti delle città che compongono la rete delle macchina da festa a spalla, Nola, Viterbo, Palmi e Sassari.

Il coordinamento istituzionale è presieduto dal sottosegretario di Stato, Francesca Barracci. E’ costituito dai sindaci delle quattro città, le cui feste con le macchine scenografiche a spalla, una delle espressioni del folklore mediterraneo.

Ne fanno parte tra gli altri, l’Assessore coordinatore della Commissione per i beni e le attività culturali della Conferenza delle regioni e delle province autonome, nonchè la dottoressa Patrizia Nardi, in qualità di coordinatrice della rete, cui l’UNESCO lo scorso anno ha conferito il sigillo di appartenenza al patrimonio della cultura immateriale dell’umanità.

La partecipazione al coordinamento non comporterà alcun compenso o rimborso spese a carico del Ministero, fatte salve le eventuali spese di missione a carico di ciascuna amministrazione.

Il decreto apre un percorso di potenziale valore aggiunto per le feste, simbolo delle 4 città; valore aggiunto da consegnare e meritare sui versanti del rispetto delle tradizioni e dell’autenticità popolare, senza contaminazioni indebite e anomale.

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