Cronaca

Nola – Religione e inchini ai boss – Panorama e i Gigli

Inchini, processioni, statue, madonne e boss. Dall’episodio di Oppido Mamertina con l’inchino sotto la casa del boss alla Festa dei Gigli. Un filo rosso tessuto dalla superficialità di chi scrive e non conosce, di chi assimila feste in apparenza uguali, che si sviluppano in contesti sociali totalmente diversi. Gigli e camorra, così Nola è stata ancora una volta travolta, mortificata, nelle sua radici, nelle sue tradizioni, nella sua festa patrimonio immateriale dell’umanità decretato dall’Unesco.

Il settimanale Panorama evidenzia in un articolo la vicenda calabrese, accostando episodi simili che si sono ripetuti in diverse regioni del mezzogiorno. Calabria, Sicilia e Campania. “Religiosi omaggi ai boss”, così come evidenziato nel titolo. Da Castellammare di Stabia durante la festa di San Catello, all’episodio di Pareti durante la processione della Madonna della Rotonda. Poi Nola e lo scandalo testualmente descritto “festa dei gigli a Nola con i capiclan acclamati in piazza sulle note del Padrino e con i soldi raccolti nel nome di San Paolino che finivano nelle casse della camorra”. E’ il momento che la città, il comune, la fondazione difendano una volta per tutte il buon nome della comunità e di una festa legata alla Rete delle macchine a spalla. Riflessi negativi che potrebbero coinvolgere anche Sassari, Palmi Calabro e Viterbo. Una difesa comune contro superficialità che avevano già messo in bilico il riconoscimento Unesco dopo gli incidenti del 2012 e l’attacco mediatico nei confronti della festa. Leggerezze che potrebbero gravemente danneggiare l’immagine, e il lavoro di chi si sta impegnando a rilanciare la Festa dei Gigli, di chi lavora per cambiare una norma dello stato per poter far beneficiare di finanziamenti economici anche i beni immateriali, patrimoni unici a rischio estinzione, oggi esclusi.

Che la Fondazione e le istituzioni scendano in campo perché Nola e i nolani sono stanchi di subìre, di essere mortificati. I Gigli di Nola sono gigli di fede e festa di popolo, che non ha niente a che vedere con la camorra.

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