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Nola – Presentata alla città la Fondazione Festa dei Gigli

La Fondazione Festa dei Gigli si presenta alla città. L’incontro ufficiale si è svolto ieri sera nella chiesa dei Santi Apostoli a Nola. L’occasione è stata utile per presentare il nuovo consiglio di amministrazione composto dal presidente Raffaele Soprano, dal vice Agostino Santaniello, dai rappresentati della curia, don Lino D’Onofrio e Angela Celentano, e dal direttore artistico Roberto De Simone, unico elemento a percepire compensi per il suo ruolo. La prima del nuovo organismo voluto dal sindaco Geremia Biancardi, è stata anche l’occasione per far conoscere il nuovo regolamento della Festa, regole e tempi che nelle intenzioni vogliono migliorare la kermesse ponendo vincoli, obblighi, responsabilità, sanzioni da coprire attraverso fideiussioni assicurative dalla difficile emissione.

Presente il vescovo di Nola Beniamino Depalma, che ha esordito con una domanda: i nolani sono orgogliosi di essere nolani? Una domanda che più che una risposta voleva invitare ad una riflessione su una Festa per troppi anni prigioniera della politica, privandola di quella promozione e valorizzazione per una proiezione nei circuiti internazionali. Nola deve sprovincializzarsi, subendo troppo l’influenza di Napoli. La Festa è un patrimonio affidato a tutta la città.

Soddisfatto del suo incarico il maestro Roberto De Simone che si sente trasportato dall’entusiasmo senza avere ancora nessuna programmazione alla mano. La Festa potrà subire i cambiamenti del tempo diventando patrimonio dell’umanità rigenerandosi, altrimenti si limiterà a diventare patrimonio disordinato della città.

La Fondazione con il libretto-regolamento, per la verità abbastanza spartano nella composizione, e con un improprio ma beneaugurante logo dell’Unesco in copertina, ha impartito le regole che andranno in vigore con l’assegnazione dei Gigli alla mezzanotte del 23 giugno prossimo. Bisognerà capire se la Fondazione avrà titolo per operare in virtù della registrazione notarile che dovrebbe essere stata fatta agli inizia di questo mese, diventando operativa dopo 60 giorni. Ve ne daremo certezza con la visualizzazione dei verbali di costituzione.

Tra i primi obiettivi abbassare i suoni dei gigli, mentre generano perplessità le norme sui tempi della processione pomeridiana; un percorso a tappe scandito dal cronometro, rischia di ingessare una festa di popolo nata libera. Bastava definire l’ora di fine della ballata che obbligava maestri di festa e paranza a concludere la processione, pena una denuncia per schiamazzi notturni.

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