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Nola – Marcia diocesana della pace: in città circa 2mila bambini

NOLA – Nei giorni in cui la memoria non può che tornare ad alcune delle più brutte pagine della storia, segno indelebile sul percorso di una civiltà intera, si concretizza a Nola il messaggio di un’umanità che vuole, e deve dare risposte, a fronte di pericoli, atrocità, segnali palesi di una possibile involuzione che esistono ancora nel mondo, nella precarietà di un equilibrio globale che manifesta, non in casi isolati, di non aver appreso appieno la lezione che la storia avrebbe dovuto insegnare.

Nola fiume in piena, patchwork di colori, e valori, che si possono sintetizzare nella Marcia Diocesana della Pace, manifestazione catalizzatrice nel concetto di pace, in realtà di un ventaglio molto più ampio di tematiche, dall’integrazione tra culture all’accoglienza, dal valore dell’impegno collettivo a quello individuale quale forma di partecipazione ad un contesto corale, con tutti i tasselli necessari alla costituzione di un complessivo quadro che racconta di un futuro diverso, di condivisione tra popoli, di rifiuto di ogni forma di violenza e discriminazione.

Un percorso che trova nella marcia nolana un simbolo di possibilità e prospettive, nell’interazione tra le parti, dall’Azione cattolica all’amministrazione comunale, con le comunità parrocchiali ad animare il lungo pomeriggio che ha alternato gioia e spazi di riflessione, a partire dall’importante testimonianza della giornalista italo-siriana Susan Dabbous.

E la pace attraversa le strade cittadine, con rotta puntata sulla Cattedrale Nolana, fulcro d’integrazione nel confronto con i Migrangels, band nata per iniziativa del parroco don Federico Battaglia, culture che si intrecciano nel nome del rispetto delle diverse identità. Dal singolo al collettivo, ancora una volta, nelle parole del Vescovo Marino le potenzialità di ognuno, chiamato ad assumere il fondamentale ruolo d’operatore di pace.

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