Cronaca

Nola – Mandatopoli, il Comune e storie di peculato e falsità

Una storia di peculato e falsità materiali che ha investito il comune di Noia e i dipendenti dell’ufficio ragioneria. Quattro arresti, tre in carcere e uno ai domiciliari, e altri indagati, in una vicenda torbida fatta di falsi mandati per potersi spartire risorse comunali per oltre 1.300mila euro.

Una storia esplosa nell’agosto scorso, con l’emissione di avvisi di garanzia, e nata a seguito di alcuni controlli interni effettuati da due impiegati, che avevano riscontrato anomalie in un mandato in favore di Giuseppina Broda, che risultava avulso di ogni legittima determina, e recante la sigla “diversi”.

Le impiegate Tudisco e Rega andarono a verificare se questa azione fosse isolata o applicata in altre circostanze. E i controlli fecero emergere che anche negli anni 2004 e 2005 erano stati redatti alt i mandati, riportanti le stesse anomalie di quello del 2013, dando luogo ad una ci umazione di documenti di pagamento e di un’appropriazione indebita di risorse comunali.

Di questo fu informato il ragioniere Daniele Cutolo, non più in servizio, e firmatario di tutte le 43 determine incriminate insieme al segretario Carmine Toppolo, le cui posizioni, per i controlli interni non effettuati, rappresentano un ulteriore elemento di analisi da parte dei magistrati.

Dal 13 agosto scorso il ciclone giudiziario ha investito il palazzo comunale e ne ha condizionato le attività. Si registrarono le dimissioni di una dipendente, e scattarono i primi provvedimenti di trasferimento di due impiegati dalla Ragioneria al Patrimonio e al Personale. Un intero ufficio rimosso in attesa dei riscontri investigativi. Il sindaco Biancardi costituì una commissione tecnica per controllare l’intera contabilità dell’Ente dal 2004 al 2013. Commissione composta dal segretario. comunale, dal ragioniere generale e dai revisori dei conti, e da un membro esterno. Un’indagine che si affiancava ad altre “falle” economiche registrate negli anni. Come i danni erariali causati da quindici dirigenti, dai 2001 al 2006, per 1.800.000 euro, che erano stati evidenziati da un’indagine ministeriale, mentre nel contesto temporale, quello dal 2004 al 2009, era stata conclusa una prima indagine sugli appalti, per i servizi di manutenzione, pulizia e facchinaggio. Appalti, con lievitazione della base d’asta, ma soprattutto per il pagamento delle determine, che nel 2011, portarono all’arresto di un dirigente alle, fine di una fase investigativa che né il procuratore Mancuso, né la Guardia di Finanza considerava conclusa.

E così è stato con la vicenda “mandatopoli”. Un’indagine giudiziaria che aveva generato, sul fronte politico, imbarazzo, prese di posizione e un consiglio monotematico che non aveva prodotto atti, e che oggi invece ha definito nomi e cognomi, e sopratutto, chiarito i metodi utilizzati dall’organizzazione.

II resto è storia di oggi. Le manette, gi arresti, gli indagati, per una vicenda che apre ad una riflessione profonda sui diversi sistemi illeciti esistenti sul territorio nolano e sui quali la Procura di Nola continua ad indagare.

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