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Nola – L’ultimo saluto della città a Sasha

Ci sono storie che restano ancorate nella memoria del territorio, che in qualche modo lo raccontano attraverso un’esperienza di tipo individuale, che diventa, per i valori che si trova a trasportare, emblema di qualcosa di più grande, diventando collettiva, di tutti.

È quello che accade per Vaclav Briza, 44enne di origine ceca, che nell’evoluzione degli ultimi 3 anni ha lasciato traccia indelebile nella comunità nolana, a partire dal peccato originale, dall’aggressione subita nel marzo 2015 da parte di un gruppo di giovanissimi; una comunità che sembrò risvegliarsi dal torpore, quasi a scoprire che c’erano, come ci sono ancora, delle questioni da affrontare, e l’indifferenza, lo sguardo girato da altra parte, non poteva, e non può essere la strada da perseguire.

Dal clamore mediatico ad un altro percorso, sviluppato nel silenzio senza favori di cronaca, quello delle tante persone che in questi anni, in un modo o nell’altro, hanno teso la mano verso lo straniero, più nolano di quanto si possa immaginare se non per questioni anagrafiche, come testimoniato dall’immediato ritorno in città appena messo alle spalle il primo percorso di riabilitazione.25

Quella fetta di città che non è mancata, questa mattina, all’ultimo saluto a Vaclav presso la Chiesa del Gesù. Ad accompagnarlo le scuse di una città, ed il grazie per il messaggio di solidarietà di cui, senza volerlo, è divenuto testimonianza.

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