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Nola – Festa dei Gigli: la Fondazione assegna il Bettoliere a Filomena Castagnini

Si è dovuto attendere un ricorso al Tar e una sentenza, per ottenere il rispetto dei propri diritti, violati da delibere del Cda della fondazione, che aveva riaperto i termini per l’assegnazione del giglio del Bettoliere.

Una storia tutta nolana, fatta di domande, graduatorie, assegnazioni, revoche, riapertura dei termini. Una trafila burocratica che aveva tolto alla signora Filomena Castagnini il giglio del Bettoliere, insieme ai maestri di festa coinvolti nell’organizzazione. Una esclusione motivata dalla licenza commerciale che faceva rientrare l’attività commerciale nella corporazione del Salumiere. Non sono bastati incontri, inviti a rivedere i documenti, azioni diplomatiche per risolvere il tutto in maniera bonaria. La Fondazione è stata irremovibile, scatenando l’annunciata reazione degli interessati, che hanno prodotto ricorso al Tar, con sentenza che ha imposto l’annullamento delle due delibere della Fondazione, restituendo nel diritto l’assegnazione del giglio del Bettoliere alla richiedente Castagnini. Insomma quello che poteva essere risolto con il buon senso, ha dovuto attendere le decisioni dei giudici amministrativi.

Oggi pomeriggio l’epilogo finale di una lunga vicenda, antipatica, che rischiava di impantanare l’intera festa 2016. Il Cda della Fondazione ha proceduto all’assegnazione dell’obelisco alla richiedente Filomena Castagnini. La decisione è stata adottata nonostante il consiglio di amministrazione continui a non condividere la recente ordinanza del Tar che ha annullato la delibera di riapertura dei termini, in quanto il provvedimento del tribunale amministrativo rischia di costituire un pericoloso precedente per le assegnazioni future.

Un pericoloso precedente? Quanto pericolo c’è in chi ricorre per veder difese le proprie ragioni? Già in passato si è fatto ricorso al tribunale amministrativo regionale, quindi un fatto normale in uno stato di diritto. Quello che invita a riflettere è il totale passo indietro della Fondazione, che ha accettato, malgrado tutto l’ordinanza. Ma chi crede di aver operato nel giusto, non dovrebbe restare coerente con le proprie azioni? Certo, un eventuale ricorso al Consiglio di Stato, con il merito in discussione a gennaio 2016, avrebbe allungato notevolmente i tempi. Una certezza che avrebbe indotto il Cda ad optare per l’assegnazione, nell’esclusivo interesse superiore della città e della Festa nonché dalla consapevolezza che l’organizzazione dell’edizione 2016 deve partire e non può attendere i tempi della giustizia amministrativa.

 

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