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Nola – Festa dei Gigli, no alla trasferta a Pietrelcina

Una macchina organizzativa che si era messa in moto da circa un anno. Il comitato del Giglio del Beccaio e la famiglia Grilletto, nella fase di progettazione della festa 2013, avevano previsto di far ballare il giglio nel paese natale di San Pio a Pietrelcina il prossimo 22 settembre. Un appuntamento creato per devozione e fede, e conosciuto dalle istituzioni cittadine e dalla Fondazione, che credevano nella valenza dell’iniziativa per una promozione ulteriore di una festa dei gigli in cammino verso il riconoscimento Unesco.

Attraverso un comunicato stampa l’amministrazione ha comunicato al mondo la sua decisione, supportata anche dall’intera rete che interessa le grandi macchine a spalla. Uno stop all’esibizione dettata da motivi tecnici-organizzativi legati al momento delicato che vede la festa dei gigli proiettata verso il completamento dell’iter burocratico per il riconoscimento.

E senza avere neanche la sensibilità di avvisare la famiglia Grilletto, un fax del comune nolano a quello di Pietrelcina, ha annullato la partecipazione senza addurre logiche motivazioni. Saranno stati i problemi e le preoccupazioni che assillano la politica cittadina e gli uffici comunali, alle prese con un’indagine giudiziaria che potrebbe porre in evidenza illegalità commesse da impiegati infedeli, a far propendere per l’annullamento della trasferta beneventana del giglio. In silenzio la Fondazione, con poche righe di commento del direttore artistico De Simone, che ha considerato poco opportuno promuovere e organizzare eventi esterni che potrebbero compromettere il lavoro svolto dalla Rete e che si concluderà nel mese di dicembre.

Paure che la ballata potesse degenerare in che cosa? messa in dubbio la maturità e la serietà di maestri di festa e paranze al seguito? incapacità di gestire l’evento fortemente mediatico? Dietro questa decisione si potrebbero nascondere i limiti degli attori in campo? La Fondazione farebbe meglio a preoccuparsi di far rispettare le norme scritte di un regolamento che la stessa ha disatteso, con la nomina delle commissioni e dei componenti, considerata dal Cda come un’apertura alla città, mentre il no a Pietralcina rappresenta una chiusura ai gigli e alla festa e l’ennesima occasione persa.

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