Cronaca

Nola – Condominio Alfano, respinto l’appello: il Comune dovrà pagare

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Ancora una sentenza in danno al comune di Nola. Ancora effetti a carico delle casse dell’ente in merito ai fondi della 219 lamentati da un condominio nolano, che per avere ragione della legittimità della richiesta, è dovuto approdare alle aule dei tribunali. E’ la storia del condominio Alfano e di una richiesta di fondi di poco superiore al milione di euro; soldi necessari a coprire le spese di ristrutturazione effettuate nello stabile, per i danni subiti dalla struttura a seguito dei sisma del 1980. 36 anni che ancora non bastano a chiudere una vertenza tra cittadini ed ente. Adesso è arrivata l’ordinanza della Corte di Appello di Napoli, che il 26 ottobre scorso, ha respinto la richiesta di sospensione dell’efficacia esecutiva della sentenza 1/2016 del tribunale, che condannava l’ente al pagamento della somma. Il comune chiedeva la sospensione perché l’eventuale pignoramento della somme, avrebbe bloccato le attività amministrative, esponendolo al concreto rischio di non poter pagare neanche gli stipendi ai dipendenti per 2-3 mesi. A supporto di tali tesi difensiva, il comune non avrebbe fornito nessuna prova in ordine alle attuali condizioni finanziarie. Da qui il rigetto della richiesta, rinviando le conclusioni all’udienza fissata per il 28 marzo del 2018.
Forte dell’ordinanza della Corte d’appello, il legale dei condominio Palazzo Alfano ha protocollato il 17 novembre una nota dove viene evidenziato che in base alle risultanze della nota ministeriale del 23 marzo dei 2011, risultavano presso la contabilità speciale oltre 3 milioni 200mila euro, fondi che erano sufficienti a soddisfare le esigenze di priorità. Con delibera di giunta 18 dei 29 gennaio 2016, è stato approvato il piano esecutivo di gestione per l’anno in corsoi, ed è stato assegnato, al settore urbanistica, l’importo di poco superiore ad 1.440miia euro quali fondi legge 219/81 contabilità della banca d’Italia.
In base a tali certezze, i legali invitano l’ente al pagamento di quanto dovuto, diffidando dall’effettuare pagamenti a soggetti diversi, nel rispetto della legge 32 del 92, che prevede che le disponibilità economiche finalizzate alle esigenze abitative, sono utilizzate in via prioritaria e in ordine successivo, senza ammissione di deroga, in favore prima dei soggetti ammessi nell’elenco.
Ora si attende la risposta dell’ente, per chiudere un contenzioso lungo, con cittadini costretti a ricorrere alla giustizia civile, per vedere rispettati i propri diritti.

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