Cronaca

Nola – Comune “sotto inchiesta”: continuano le indagini

Un comune attenzionato per numerose vicende giudiziarie, con al centro reati contro la pubblica amministrazione. Dipendenti infedeli, diffusa corruzione, complicità e connivenze negli anni hanno trasformato gli uffici in luoghi di malaffare. Lo scandalo Mandatopoli ha rappresentato la tracimazione di un calderone al quale la procura nolana ha tolto il coperchio, mettendo a nudo una realtà sussurata, ma capace di appropriarsi di risorse pubbliche sfruttando ruoli e competenze.

Mandatopoli è stato l’atto finale di una fase di indagine complessa e articolata. Qualche anno fa una inchiesta della Corte dei Conti ha evidenziato un danno erariale di quasi 1 milione e 800mila euro, causato da ex dirigenti, in pensione e in attività, sulla suddivisione dei premi per la produttività.
Poi ieri mattina il blitz al Comune in grande stile di carabinieri e guardia di finanza, per notificare l’interdizione dai pubblici uffici a Paolino Santaniello, dirigente e  vice segretario comunale. Un personaggio chiacchierato, intorno al quale ruoterebbero alcuni filoni di inchiesta che la Procura sta portando avanti.

Un virus che avrebbe potuto contaminare anche altri dipendenti. La verità nei documenti acquisiti e nelle dichiarazioni rese agli investigatori. Intanto si aspetta di conoscere l’esito del ricorso in appello che il procuratore capo, Paolo Mancuso, ha prodotto dopo il rigetto da parte del gip Campoli, della richiesta di arresto degli imprenditori Antonio Mercogliano e Antonio Mauro, coinvolti nella vicenda della pulizia dei Regi Lagni, dell’attuale presidente del consiglio Rino Barone e del dirigente Paolino Santaniello, per alcuni lavori di manutenzione, che sarebbero stati effettuati presso l’asilo comunale, i cui costi sarebbero stati gonfiati in rapporto agli interventi svolti. All’epoca dei fatti Rino Barone ricopriva l’incarico di assessore alla Pubblica istruzione.

La richiesta di arresto è stata formulata il 18 luglio scorso e respinta il 28, a causa del mancato interrogatorio degli indagati. Ora il 22 ottobre il Riesame dovrà pronunciarsi presso la 12a sezione penale.

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