Politica

Nola – Cittadella della Cartapesta, arriva l’interpellanza di Maffettone e Giugliano

Il primo tassello della Cittadella della Cartapesta da costruire a Nola doveva essere costituito dal museo delle macchine da festa, quale itinerario di conoscenza dell’evoluzione delle tecniche di allestimento dei Gigli attraverso i secoli. Altri tasselli sarebbero stati formati dai laboratori e dalle botteghe artigiane, dando impulso ad una vera e propria scuola di formazione professionale per la lovorazione della cartapesta. Il tutto sarebbe stato completato da aree espositive. Un programma di forte caratura, voluto e promosso dalla Regione Campania che se ne assumeva anche l’onere economico per la realizzazione negli anni iniziali del decorso decennio.

Un programma che comportò nell’immediato la decisione dell’amministrazione comunale pro tempore di procedere allo smantellamento dello stadio. A seguire la tormentata e laboriosa attivazione del cantiere per realizzare il museo, su progetto del team di architetti e ingegneri coordinato da Gennaro Matacena. Un cantiere che ha operato per circa sei mesi, giusto per costruire nel 2006 lo scheletro del museo, ora diventato spettrale immagine di sè, che incombe su Piazza D’Armi. Un rudere o quasi.

Un’annosa vicenda su cui amministratori e partiti politici, senza alcuna distinzione di appartenenza, hanno chiuso gli occhi. Ad aprirli, per dir così, ora sono i consiglieri Salvatore Maffettone e Raffaele Giugliano del Partito Democratico. Nella interpellanza diretta all’assessore ai lavori pubblici Enzo De Lucia, chiedono di conoscere notizie sui costi sostenuti e sui finanziamenti riservati all’opera il cui cantiere è ormai chiuso da sei anni.

Interrogarsi sul senso dell’intero programma della Cittadella della Cartapesta è certamente utile, e lo sarebbe stato già quando il cantiere era stato bloccato nel 2007. Meglio tardi che mai, soprattutto alla vigilia delle scelte della commissione UNESCO per il conferimento del sigillo blu ai Gigli.

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