Cronaca

Nola – Bancarotta fraudolenta per il proprietario di Villa Manzi

Scatta il sequestro preventivo per il titolare di una delle più note ville per ricevimenti dell’agro nolano, Villa Manzi: il Tribunale di Nola ha disposto questa mattina il decreto di sequestro per il proprietario, Armando Manzi, ed altri soggetti, per concorso in bancarotta fraudolenta della società “Irpinia Catering”, precedentemente denominata “Villa Manzi s.r.l.”, messa in liquidazione volontaria il 7 novembre 2011 e dichiarata fallita un anno dopo.

Le indagini della Procura e della Guardia di Finanza di Nola hanno accertato che la società “Villa Manzi s.r.l.”, già amministrata da Manzi e dal 2010 gestita da Ferdinando Franzese (già coinvolto in altri procedimenti per bancarotta), ha dapprima cambiato denominazione in “Irpinia Catering”, trasferendo la sede ad Avellino, poi, con una delibera del 19 settembre 2011, aveva ridotto il capitale sociale da 90mila a 12mila euro, senza estinguere i debiti. Da qui il passaggio del ramo d’azienda comprendente l’avviamento e le attrezzature ad una nuova società, la “Villa Manzi Eventi”, per una cifra pari a 90mila euro, distribuite in 6 rate mensili da 15mila euro ciascuna, senza aggravio di interessi e presentazione di garanzia, data la messa in fallimento della vecchia società “Irpinia Catering”.

Questo quadro delittuoso ha fatto suscitare negli inquirenti il ragionevole dubbio della configurazione del reato di bancarotta, architettato in modo tale da impedire ai creditori di Armando Manzi di aver rivalsa sul patrimonio della villa, recuperando così la parte sana e lasciando pendenti solo i debiti; tutte le società coinvolte nel trasferimento, infatti, sono risultate amministrate nei fatti da Armando Manzi, sebbene apparissero titolari soggetti diversi, tra cui il citato Franzese e il genero Elpidio Natale ed il figlio di Manzi, Oreste.

In totale, Manzi avrebbe accumulato un passivo mostruoso: il debito originario, nato dal 2005, era pari a 413mila e 714 euro, cresciuto in maniera esponenziale fino a 2 milioni e 292 mila euro.

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