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Nola – Agricoltura, gastronomia e poesia per il “Premio Ruperto”

NOLA – Il Premio nasce per segnalare il lavoro di quanti difendono, promuovono e arricchiscono il patrimonio ambientale e gastronomico del territorio nolano e della Campania, contribuendo a rilanciarne le potenzialità. Tre le categorie professionali premiate: produttore agricolo, cuoco e comunicatore, inteso quest’ultimo come scrittore, giornalista o ricercatore. Ad esse si aggiunge la sezione speciale Slow Life, dedicata a organizzazioni o personalità pubbliche che con le loro attività in campo sociale e culturale hanno affermato i principi della solidarietà e della salvaguardia dell’ambiente, diventando esempi da imitare.

I premiati sono stati scelti in base alle decine di segnalazioni arrivate la scorsa estate attraverso la partecipazione all’indagine “Premio Ruperto 2017 – Scegli i vincitori”.

Tra i protagonisti di questa edizione Franco Arminio, scrittore, poeta e documentarista, si autodefinisce “paesologo”. È nato e vive a Bisaccia, in alta Irpinia, fondatore della Casa della paesologia a Trevico, direttore artistico del Festival “La Luna e i Calanchi” di Aliano, il paese in cui Carlo Levi al confino ambientò “Cristo si è fermato a Eboli”. Appassionato cultore delle aree interne e cantore dei paesaggi rurali, collaboratore di quotidiani e riviste, la sua ultima raccolta “Cedi la strada agli alberi, poesie di amore e di terra” è diventata un caso editoriale.

Il cuoco Angelo Fabozzo, patron del ristorante Clanio ad Aversa, classe 1985, appassionato di cucina fin da piccolo, comincia a girare tra i fornelli della storica trattoria degli zii. Terminati gli studi inizia la sua carriera in giro per l’Italia, diventa allievo di Bruno Barbieri, che lo sceglie come capopartita all’Arcade di Villa del Quar a Verona e poi lo porta a Londra nel Cotidie. Ritorna nella sua Terra di Lavoro e apre “Tabernola il Clanio”, un piccolo locale da 12 posti con cui riesce a ottenere numerosi riconoscimenti.

Il produttore Raffaele Maietta, che porta avanti l’azienda agricola a conduzione familiare fondata dal nonno negli anni ’40 ad Avella, che in modo lungimirante iniziò, come vivaista corillicolo e coltivatore di nocciole, un’attività all’epoca considerata marginale. Oggi l’azienda propone una nocciola a filiera corta, trasformando direttamente il raccolto in prodotti artigianali e semilavorati di qualità per pasticceria.

Il riconoscimento Slow Life va alla meritoria attività della Locanda San Vincenzo, già nota col nome di Mensa fraterna. La struttura è una realtà storica della Diocesi di Nola, animata da numerosi volontari attivi tutto l’anno, offre gratuitamente una media di 150 pasti giornalieri a singoli e famiglie in difficoltà, sia a cittadini italiani che di altre nazionalità. Il centro garantisce anche servizi igienico sanitari e di relazione sociale ai senza fissa dimora.

 

La manifestazione, promossa da Slow Food agro nolano in collaborazione con Slow Food Campania e Pro Loco, prende il nome dall’affascinante personaggio di Ruperto, cuoco delle case nobili nolane vissuto all’inizio del Cinquecento, chiamato a Napoli nella prestigiosa corte di re Ferdinando I d’Aragona, dove entra in contatto con gli uomini più influenti del suo tempo. Uno chef di rango imperiale la cui testimonianza storica arriva ai giorni d’oggi come autore di uno dei primi libri di cucina di cui si ha memoria, con annesse raccomandazioni e istruzioni sul servizio a tavola. Il Libro de guisados è stato riedito per le edizioni Il Laboratorio di Vittorio Avella: la grande raccolta riunisce 242 ricette e ci conduce in un insolito viaggio nel suggestivo mondo della cucina mediterranea del Rinascimento.

Mentre le statuine simboleggianti il Vesuvio e il sole della Campania Felix sono forgiate dalle sapienti mani di Lello Esposito, l’artista napoletano conosciuto a livello internazionale per le sue rappresentazioni di Pulcinella e San Gennaro.

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