Cronaca

Nocera Inferiore – Operazione "Mastrolindo": ancora perquisizioni

Ancora perquisizioni e indagini che proseguono nell’ambito dell’operazione Mastrolindo, che lo scorso 8 febbraio culminò con l’esecuzione di 17 ordinanze di custodia cautelare e il sequestro di beni per 60 milioni di euro. E questa mattina oltre 100 carabinieri del Gruppo di Nocera Inferiore, su disposizione della procura nocerina, hanno eseguito 31 perquisizioni domiciliari e personali in varie località dell’Agro nocerino sarnese. Con la collaborazione di 40 ispettori della Direzione regionale e provinciale dell’Inps sono stati interessati dall’azione 16 patronati, 4 studi professionali di consulenza e commercialisti, 10 ditte e un funzionario dell’Inps di Nocera Inferiore.

L’attività è volta ad acquisire gli ultimi riscontri, anche di natura documentale, su di una vasta organizzazione delinquenziale composta da imprenditori, consulenti del lavoro e patronati i quali mediante la creazione di aziende spesso inesistenti, hanno costituito migliaia “fittizi” rapporti di lavoro – principalmente nel settore del terziario – allo scopo di truffare l’INPS nelle indebite erogazioni previdenziali/assistenziali, quali indennità di disoccupazione, maternità e malattia.

L’operazione“MASTROLINDO”, nel suo complesso, ha portato al sequestro di beni per oltre 83 milioni di euro e l’arresto di 18 persone tra commercialisti, consulenti del lavoro, imprenditori e titolari di patronati, nonchè l’individuazione di 16.500 posizioni lavorative fittizie.

L’attuale compendio investigativo dei Carabinieri della sezione di polizia giudiziaria ha permesso di rilevare con chiarezza cristallina, l’esistenza di una ulteriore organizzazione dedita alla commissione di truffe ai danni dell’INPS di Nocera Inferiore. Tutti i presunti lavoratori, apparentemente dipendenti di aziende di pulizia presenti nel territorio di Pagani,  risultavano assunti a tempo indeterminato ed in relazione a ciò percepivano indebite erogazioni di indennità di disoccupazione, di malattia ed altre, oltre alla correlativa contribuzione figurativa pensionistica da parte dell’INPS.

L’organizzazione lucrava anche sulle indennità percepite dai falsi lavoratori trattenendo per sé buona parte delle somme erogate dall’I.N.P.S. e l’indagine ha permesso di bloccare la corresponsione di ulteriori ingenti somme di denaro che l’INPS stava per erogare quali indennità assistenziali e di individuare tutte le aziende coinvolte che, benché sul piano amministrativo figurassero aver regolarmente assunto le maestranze, di fatto omettevano di versare i previsti contributi nelle casse dell’INPS.

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