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Ercolano – Pomigliano Jazz e Vesuvio: Sclavis incontra Pifarèly

L’attesa aumenta il desiderio, quella durata circa una settimana con il maltempo a dettare lo slittamento della performance di Louis Scalvis sul cono del Vesuvio, quella tutta da vivere attraverso la scalata verso la meta, percorso verso uno dei più suggestivi scenari che la musica in Campania abbia mai avuto e che si concretizza, ancora per un anno, sotto l’etichetta del Pomigliano Jazz.

Il Vulcano domina dall’alto il paesaggio che affonda fino al mare, il suono a dominare il simbolo della passione, fulcro in cui si muove il continuo dialogo tra il compositore e clarinettista francese, ed il violinista Dominique Pifarely, tra le maggiori espressioni della scena contemporanea.

Niente applausi per non disturbare la fauna naturale, sole che pian piano abbandona lo sfondo per lasciare spazio alla notte, virtuosismo e mondi da esplorare attraverso le note, sono gli ingredienti di un appuntamento unico che traccia forse il punto più alto della ragion d’essere della manifestazione giunta all’edizione 23, nella sua capacità di essere collante tra esperienze, territori, veicolatrice del bello in tutte le sue forme, che si tratti di musica, che si tratti di luoghi, che si tratti di nuove prospettive non ancora esplorate, con il rinnovarsi della sperimentazione, della ricerca di tutti gli elementi utili che possano contribuire, come altri hanno già contribuito, ad uscire dal contesto dell’evento per divenire spazio di cultura a tutto tondo e permanente.

Un contesto in cui si inserisce, tornando alla musica, il progetto “carta bianca” di cui è stato protagonista proprio il clarinettista Scalvis, lasciato libero di agire nei tre appuntamenti dedicati alla sua musica, nuova e buona occasione per lasciare in Campania qualcosa di nuovo ed irripetibile. Il risultato nelle mani che vibrano silenziose, a pochi passi dal cielo, sulla cima del Vesuvio.

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