Cronaca

Caserta – Clan dei Casalesi e traffico stupefacenti: 2 arresti e 28 indagati

CASERTA – I Carabinieri del Ros hanno eseguito in mattinata, su richiesta della Dda partenopea, un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di Antonio Orlando Manzi e Raffaele Fiorinelli, indagati per i delitti di detenzione e porto illegale d’armi, oltre ad acquisto, detenzione e cessione di sostanze stupefacenti.

Provvedimento analogo era stato richiesto dalla Procura Distrettuale per altri 28 indagati; il Gip pur riconoscendo la validità dei gravi indizi di colpevolezza per buona parte delle contestazioni, ha tuttavia escluso la sussistenza delle esigenze cautelari in ordine di valutazioni relative ai singoli reati, per i quali non ha riconosciuto l’aggravante mafiosa.

L’approfondimento odierno ha riguardato, in particolare, il contesto associativo riconducibile alla famiglia Iovine di San Cipriano d’Aversa, capeggiata dai fratelli Salvatore e Mario, nipoti di Iovine Mario, co-fondatore del clan dei casalesi assassinato in Portogallo nel marzo del 1991.

L’indagine ha permesso di evidenziare come il sodalizio, approfittando del disorientamento dell’organizzazione casalese dopo la cattura del boss Michele Zagaria, e del conseguente vuoto di potere, fosse riuscito ad affermarsi in attività illecite del territorio casertano e del lazio con esponenti di altre consorterie criminali, tra cui è spiccata la figura di Antonio Orlando Manzi, già esponente del clan Graziano a Quindici e da anni domiciliato a Tivoli dove è stato rintracciato, e arrestato.

Proprio attraverso Manzi, esponenti del gruppo dei casalesi avevano realizzato un fiorente traffico di stupefacenti culminato con la cessione di 10 kg di hashish al trafficante Raffaele Fiorinelli, di San Benedetto del Tronto, sequestrati nel dicembre 2016 e ritenuti destinati allo spaccio nelle località costiere marchigiane.

L’attività odierna si inserisce nel più ampio contesto dell’indagine “Azimut”, condotta dal reparto Anticrimine di Napoli nei confronti del Clan dei Casalesi, con particolare riferimento ai gruppi Zagaria e Iovine, operazione che aveva già portato all’esecuzione nel novembre 2015, di un provvedimento cautelare per 19 soggetti, indagati per associazione di tipo mafioso, detenzione di armi, sequestro di persona, ricettazione e riciclaggio, il tutto aggravato dalle finalità mafiose.

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