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Campania – Terra dei fuochi: Manfredi a Caldoro, DL è solo inizio del percorso

“Il tema della riforma del codice ambientale e delle relative pene è stato oggetto in audizione con il Procuratore di Napoli Giovanni Colangelo, di Santa Maria Capua Vetere Corrado Lembo e di Nola Paolo Mancuso e in Commissione Antimafia di notevoli e numerosi spunti che hanno dato vita ad emendamenti presentati con alcuni colleghi della Commissione e della delegazione del Pd Napoli. Questi ultimi sono stati ritirati su richiesta del ministro dell’Ambiente Andrea Orlando che nel frattempo ha ottenuto l’anticipazione della discussione sul collegato ambientale per affrontarli in quell’occasione all’interno del quadro normativo generale in materia di ambiente. Mentre per quanto riguarda il reato di disastro ambientale questo è oggetto dei dispositivi di legge Realacci – Micillo su cui già è iniziata la discussione alla Camera qualche giorno fa”.

Con queste parole il deputato del Pd, Massimiliano Manfredi ha risposto al presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro che ha giudicato le pene previste nel dl Terra dei Fuochi troppo miti.

“Negli emendamenti si prevedeva, giusto per citarne alcuni, oltre all’ipotesi di reato di combustione illecita di rifiuti l’introduzione di quella di seppellimento ed occultamento di rifiuti. Si proponeva, altresì, di aggiungere alle ipotesi di aggravanti già previste dall’originario n 4 dell’art. 256 bis quelle ulteriori della commissione dei delitti in vicinanza di falde acquifere, in prossimità di campi coltivati o comunque a destinazione agricola e vicino a centri abitati per punire con maggior rigore le condotte più pericolose.

Un’ ulteriore modifica necessaria che avevamo proposto, su suggerimento del sostituto Procuratore di Nola Maria Cristina Amoroso, è quella inerente la confisca di tutti i mezzi inerenti operazioni in cui vengano commessi i reati di abbruciamento, di seppellimento ed occultamento dei rifiuti e non solo quelli di trasporto.

Inoltre, su suggerimento del Prefetto di Napoli Francesco Musolino e della collega di Caserta Carmela Pagano, abbiamo affrontato l’introduzione dell’ interdizione agli appalti delle bonifiche per quelle ditte che in regola con la certificazione antimafia hanno consumato in maniera definitiva reati ambientali. Il tutto da prevedere sempre all’interno della certificazione antimafia. Infine, ma non ultima, la possibilità di trovare un sistema centralizzato che consenta ai prefetti di fare in tempi rapidi le dovute verifiche per evitare che un’ iniziativa lodevole diventi controproducente”.

 

“Il decreto Terra dei Fuochi – ha concluso Manfredi – come richiesto nel mio intervento in Aula deve essere l’inizio di un percorso di interventi sistematici per aggredire il problema. A nome della delegazione Pd di Napoli ho chiesto anche un provvedimento per l’emersione di quelle imprese i cui scarti lavorativi sono alla base della gran parte dei roghi che quotidianamente avvengono nella Terra dei Fuochi, dove chi produce nero sversa nero provocando danni all’ ambiente, alla sicurezza dei lavoratori ed evadendo il fisco”.
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