Politica

Campania – Servizi idrici: i Sindaci dell’ATO-3 fanno appello alla Raggi

Non sembrano destinate a sopirsi e a rientrare facilmente, le polemiche sui tempi e sulle modalità, con cui è stato varato il nuovo Consiglio d’amministrazione della Gori, con atto monocratico del commissario straordinario, Vincenzo Bongiorno; atto, che, pur nella legittimità formale di validità, costituisce una lesione sulle funzioni istituzionali e sull’esercizio delle prerogative di carattere democratico, che spettano ai sindaci, specie nell’ambito dei servizi idrici.

Nella presa di posizione dei sindaci della Rete che si sono schierati sul fronte della piena contestazione a quanto è accaduto, si chiama in causa la Regione-Campania. E la responsabilità, di cui è gravata, è quella dei ritardi rispetto all’ordinarietà, che contempla una normativa ancora disattesa, anche se è stata varata dallo stesso Consiglio regionale.

Ma c’è anche un aspetto particolare; ed è la richiesta che la Rete ha fatto per un incontro con la neo-sindaca di Roma, Virginia Raggi; un incontro istituzionale, con cui la delegazione dei sindaci della Rete mira a “chiedere interventi forti sui vertici del gruppo Acea, socio privato del gestore-Gori, e un’alleanza sul fronte comune della ripubblicizzazione” dei servizi idrici integrati.

Un incontro, per due obiettivi, dunque. E c’è da sapere che Acea, acronimo che sta per Azienda comunale energia e ambiente”, è una società che eroga servizi idrici, energetici e ambientali nel Lazio, in Toscana, Umbria e Campania, con un fatturato medio annuo che supera i tre miliardi e mezzo di euro, che generano interessanti ritorni di profitto, ed un organico di forza-lavoro di oltre settemila addetti.

Nella composizione societaria di Acea, il Comune di Roma è il maggiore azionista, con il 51% di azioni, figurano la francese GdF Suez, con il 12%, il gruppo Francesco Gaetano Caltagirone, con circa il 16%, il restante parco-azioni è ripartito tra Mercato e la Norgesbank. Nella compagine della Gori società per azioni, che gestisce i servizi in nome e per conto dell’Ato-3, Consorzio obbligatorio di oltre 70 Comuni, il 51% delle azioni è nella disponibilità dell’Ente d’ambito Sarnese-Vesuviano, la società a responsabilità limitato Sarnese-Vesuviano detiene il 37,05 % delle azioni, di cui il 99,3% delle azioni è detenuto da Acea. Le restanti quote azionarie sono delle Aziende partecipate dei Comuni di Castellammare di Stabia e Pomigliano d’Arco.

Scenari articolati anche e soprattutto per gli interessi economici in ballo. E resta da verificare e comprendere quali saranno i percorsi praticabili verso l’obiettivo di evidente caratura nazionale per la ripubblicizzazione dei servizi idrici, così come viene rivendicata dai sindaci della Rete, nell’incontro chiesto con la sindaca Virginia Raggi.

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