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Campania – Coltivazioni marijuana: la guerra dei clan

Stagione estiva tempo di crescita per le numerose coltivazioni di marijuana occultate sui Monti Lattari, scenario di numerosi sequestri messi a segno nel corso dei mesi caldi dell’anno dai Carabinieri Forestali e dalle fiamme gialle, scenario al contempo di un conflitto fatto di agguati e distruzione delle piante che sono invece da ricondurre a diversa tipologia d’intervento, quello dei clan operanti sul territorio regionale che contendono il milionario mercato del traffico di stupefacenti.

Un contesto in cui si inserisce il sequestro effettuato ieri in territorio di Rosignano, che ha portato, ancora una volta ad accendere i riflettori su una contesa tra gruppi criminali operativi sulla vasta area, a partire dai Di Martino ed i D’Alessando, da anni in combutta per il controllo dell’area tra Gragnano e Castellammare; sarebbe ascrivibile proprio alla consorteria criminale la graduale trasformazione della ricca e fertile montagna, in una grande piantagione a cielo aperto, frutto di esperta ricerca dei luoghi in cui praticare la coltura intensiva, approfittando della vegetazione già esistente per tenere il tutto lontano da occhi indiscreti.

Un bilancio che parla di numeri da record, con i controlli delle forze dell’ordine che si intensificano nel mese dedicato alla raccolta: solo nella scorsa settimana, a Gragnano, furono oltre 5mila le piante sequestrate e distrutte, bilancio cresciuto con il sequestro di ieri. E diventa una corsa contro il tempo, tra clan pronti a distruggere l’operato dell’avversario, tra legalità e crimine nell’individuazione di nuove coltivazioni. In tema di produzione di stupefacenti da immettere sul mercato, l’estate non è ancora finita.

 

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