Cronaca

Area Nolana – “Bomba” d’acqua sul nolano: protezione civile in azione

Ore 16, una bomba d’acqua scarica la sua forza su Bassa Irpinia e area nolana nei comuni di Cicciano, Tufino, Camposano e Roccarainola. Alvei e torrenti gonfiati dalla pioggia hanno rotto gli argini in più punti, trasformando strade in fiumi, scavando nuovi letti tra noccioleti e terreni, travolgendo ogni cosa, inondando scantinati e interrati, arrivando anche ad isolare alcune abitazioni.

Un pomeriggio di emergenza annunciato dai vari allerta meteo lanciati dalla protezione civile regionale, preoccupazioni puntualmente confermate. A Cicciano l’alveo Clanio ha rotto gli argini è inondato una vasta zona a ridosso del liceo Medi, un fiume di fango e detriti ha bloccato una ragazza a bordo di una Toyota, messa in salvo dagli agenti della polizia locale. Le acque non hanno risparmiato il piazzale del liceo, completamente allagato.

Sul posto dieci squadre della protezione civile, ma il grande lavoro è stato fatto anche da cittadini volontari che si sono prodigati nel contenere i danni, armandosi di pale e mezzi di fortuna; hanno operato anche nella zona centrale della città, con il comune invaso dalla melma che ha seriamente danneggiato l’archivio ubicato nell’interrato.

A Roccarainola sono crollati un paio di muri nelle frazioni Sasso e Gargani, mentre a Tufino nell’area della Gescal l’acqua ha invaso cantine, fatto saltare il sistema fognario, con il crollo di alcuni muri di contenimento.

Problemi anche a Nola con allagamenti in via Polveriera e al Pizzone. La strada statale sette bis è stata invasa da detriti, mentre un costone è franato  sull’A16 tra Baiano e Tufino bloccando il traffico per diverse ore.

Protezione civile, vigili del fuoco, polizia locale hanno lavorato per tutta la notte per prestare aiuto alle famiglie in difficoltà.

Veri tappi di fango e arbusti sono stati rimossi da ruspe e pale meccaniche. La grande macchina dei soccorsi si è messa in moto, ma non sono mancate le polemiche per la mancata manutenzione dei letti dei fiumi, con il conseguente scarico di responsabilità. La natura non fa sconti e l’uomo deve essere preparato ad affrontare le emergenze attivando per tempo le procedure di pulizia e manutenzione di alvei e torrenti, perché dopo è sempre tardi.

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