Cronaca

Angri – Progetto bocciato, responsabili e responsabilità

Ad Angri si allunga la lista delle occasioni perse, con due progetti che non hanno prodotto l’esito sperato. Due bandi regionali che sono finiti il primo in un listone di attesa senza futuro, e il secondo che non è stato dichiarato finanziabile e quindi bocciato. Due progetti di promozione, di valorizzazione; due occasioni perse, l’ennesime, per un’amministrazione che faceva del rilancio culturale il principale obiettivo su cui puntare. Una città d’arte che soffre la mancanza di grandi eventi, che patisce una politica di volontà ma senza sostanza, che subisce le dafaiance amministrative di un ente, per troppo tempo dormiente e piegato su se stesso, senza stimoli e senza ambizione. Uno stato di ordinaria amministrazione che si limita al necessario, spaventandosi davanti allo straordinario, attaccandosi alla burocrazia ossessiva e perdendosi nei corridoi e nei piani, in un gioco di competenze improduttivo.

La bocciatura di un finanziamento di 214 mila euro legato al Palio Storico, ha scatenato le giustificate critiche e il silenzio politico di chi non ha difesa. La Regione Campania ha giudicato non ammissibile il progetto perché mancante della documentazione comprovante la disponibilità del bene culturale, nello specifico dei locali denominati ex casa del Combattente, che doveva ricevere interventi di ristrutturazione per circa 70mila euro. L’esclusione è avvenuta in base all’articolo 5, comma 3, lettera e del bando che richiedeva pena l’esclusione della documentazione che attestava la proprietà e la piena disponibilità del bene oggetto dell’intervento, di esclusiva proprietà dell’ente proponente. Era possibile anche produrre un’autocertificazione sottoscritta dal Legale rappresentante.

Un bando che ha premiato solo 25 progetti, tra i quali quelli dei comuni di  Avella, Sarno, Acerra, Marigliano e Solofra,  mentre i bocciati  sono stati 251, di cui 37 per la mancanza della documentazione comprovante la disponibilità del bene culturale, tra cui figura anche Nola.

Ora la politica cerca responsabilità tra i gli uffici e tra i dipendenti che avevano il compito di redarre la documentazione richiesta, oppure in maniera silente considera tutti colpevoli, nessuno escluso.

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