Cronaca

Angri – Ex MCM, l’area parcheggio alla Angri Eco Servizi

Amici e poi nemici, nemici e ancora amici. Un tira e molla tra il comune di Angri e la proprietà dell’area delle ex McM. Dopo anni di gestione di sosta a pagamento, il 17 luglio del 2012 il comune venne sfrattato dall’area, ed iniziò una guerra di ordinanze e di ricorsi, che portò alla ribalta le forti personalità in campo. In risposta all’azione di Antonino Russo, il sindaco Mauri si riprese l’uso dell’area dello scalo ferroviario, ed emise un’ordinanza di divieto di transito per camion pesanti nel centro città, autorizzandone il transito solo nelle ore notturne. Una disposizione contestata dai legali del Gruppo Ar, con un ricorso vinto e ordinanza annullata.

Dopo quasi un anno di chiusura dell’area, un comitato di commercianti e cittadini iniziò una protesta e un braccio di ferro con l’amministrazione, organizzando una petizione popolare. Oltre duecento firme portarono ad un accordo tra la proprietà e la Pro Loco, che ne assunse la gestione temporanea, con prezzi bassi per la sosta, gestione per un anno con possibilità di rinnovo.

Il resto è storia recente. Dopo la scomparsa di Antonino Russo la proprietà è passata ai figli, e quindi il cambio di interlocutore ha favorito lo sviluppo di nuovi contatti con l’amministrazione. Malgrado la gestione della Pro Loco fosse stata prorogata fino a marzo 2015, è arrivato il cambio di rotta, con la disponibilità dei proprietari a riaffidare al comune la gestione dell’area. E la delibera 177 del 12 giugno scorso, né sancisce l’accordo e la stipula di un comodato d’uso gratuito, con contratto a carico dell’Ente.
Accordo che potrebbe essere nato anche a seguito del futuro utilizzo della vasta area dell’ex opificio, che potrebbe essere cantierizzato per la realizzazione varie unità abitative.

L’area ritorna dunque, sotto la gestione della Angri Eco Servizi, alla quale è affidata la sosta a pagamento. Si pagheranno 50 centesimi per ogni ora. Tariffe definite calmierate, ma per i commercianti e per gli utenti risulteranno di nuovo un peso, visto che alla Pro Loco veniva dato un contributo a piacere. I titolari delle attività commerciali dovranno ricercarsi spazi liberi o altrimenti dovranno caricarsi una spesa di almeno quattro euro al giorno. Le associazioni di categoria dovrebbero far sentire la propria voce verso un rincaro del costo-parcheggio, ma difficilmente le loro proteste saranno udibili dai diretti interessati, perché gli interessi comuni abbasseranno i decibel di una protesta ammutolita dalla necessità di utilizzare l’area per una serie di manifestazioni da organizzare nel corso dell’anno.

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