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Angri – Dehor: autorizzazioni sospese per modifica regolamento

Ad Angri bisognerà rivedere il regolamento per l’installazione dei dehor su strade e piazze. Una necessità nata all’indomani della nota della Soprintendenza, che ha considerato i gazebo esistenti, non adatti perché ubicati in piazze o strade di interesse storico-artistico.

E’ il caso di piazza Doria ad Angri e del perimetro che circonda il castello. Negli ultimi anni sono proliferate strutture in ferro, con tavolini e sedie, che allietano le calde estati degli angresi offrendo possibilità di relax. Strutture diverse l’una dall’altra e non conformi al contesto architettonico. Nel mirino della Soprintendenza anche il chiosco in villa comunale, che non rispetterebbe i criteri consoni a un luogo storico-artistico. Autorizzazioni, concesse in base al regolamento comunale vigente, approvato con delibera commissariale n. 49 del 10 febbraio del 2010. Poi modificato e riapprovato con delibera consiliare n. 5 del 28 marzo del 2011.

Un regolamento lacunoso, che non forniva indicazioni sulla tipologia di materiali da usare, per i dehor collocati nel centro storico, né imponeva limitazioni o divieti che appaiono opportuni per concessioni provvisorie di manufatti nelle aree storiche.

Da qui la necessità di integrare il regolamento partendo dalla sospensione del rilascio delle autorizzazioni temporanee, definendo le opportune modifiche in base al codice dei beni culturali e paesaggistici. Ora le autorizzazioni temporanee non supereranno i sei mesi e non saranno rilasciate per tutto l’anno solare, come è avvenuto fino a oggi.

Un problema di occupazione selvaggia, che non ha mai tenuto conto del danno estetico arrecato al contesto architettonico; solo qualche mese fa si era arrivati ad autorizzare l’installazione di un gazebo sull’area pedonale interna della piazza; struttura poi rimossa in seguito alla segnalazione della Soprintendenza. Ora l’impegno dell’amministrazione sarà quello di riscrivere le regole e farle applicare, e soprattutto vincere le resistenze di chi è stato autorizzato e ha investito risorse nella realizzazione delle strutture, con l’obbligo di rimuoverle o spostarle in zone più consone e meno invasive.

Un esempio per tutti il monumento dei caduti, per la cui tutela è stato adattato l’intero progetto di rifacimento della piazza. Attualmente l’ingresso è occultato da tavoli e sedie, stesso discorso per piazza San Giovanni. Ben vengano le norme, il richiamo della Soprintendenza serva a far capire che i beni culturali rivestono importanza primaria, e che ogni azione deve essere valutata nel rispetto assoluto dell’arte e della storia.eho

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